La startup SpaceChain ha lanciato il suo hardware wallet sulla Stazione spaziale internazionale (ISS).
Nell’ambito della missione commerciale di rifornimento CRS-19, un lanciatore Falcon 9 di SpaceX sta trasportando l’hardware wallet di SpaceChain sulla ISS. È la prima volta che componenti hardware basati sulla blockchain raggiungono la ISS, nonché il terzo carico negli ultimi due anni che SpaceChain lancia nello spazio.
Rivoluzionare la blockchain dallo spazio
Questa tecnologia sarà poi installata sulla piattaforma commerciale presente sulla ISS e concessa ad uso commerciale dalla società Nanoracks. L’iniziativa è volta a permettere la ricezione, l’autorizzazione e la ritrasmissione delle transazioni basate su blockchain creando transazioni multifirma.
La società sostiene che “implementando hardware basati nello spazio su reti ed attività affermate permetterà di garantire trasmissioni più sicure degli asset digitali, le quali altrimenti sarebbero vulnerabili agli attacchi informatici e agli hacker qualora basate unicamente su server centralizzati terrestri”.
SpaceChain sta aspettando che il suo carico arrivi sull’ISS domenica 8 dicembre. Dopodiché la società comincerà a testare diverse applicazioni, fra cui le autorizzazioni multifirma delle transazioni in criptovalute. SpaceChain ha inoltre spiegato:
“Questo sarà specifico per il Bitcoin, ma abbiamo in progetto di estenderlo ad altre blockchain nel prossimo futuro come parte della nostra tabella di marcia che vedrà nuovi lanci nei prossimi 18 mesi. La tecnologia testata sull’ISS sarà applicabile agli exchange, ai wallet e ai servizi custodial di crypto, i quali godranno di maggiore sicurezza nel processo di validazione delle transazioni. Siamo già al lavoro con alcuni stakeholder per implementare questa tipologia di caso d’uso.”
Wallet multifirma nello spazio
Per lo sviluppo commerciale del proprio wallet multifirma, a metà settembre SpaceChain ha ricevuto un finanziamento di 60.000€ dalla European Space Agency. Al tempo la società ha spiegato che la soluzione era stata concepita per rafforzare la sicurezza delle transazioni: infatti, vengono richieste 2 delle 3 chiavi private per sottoscrivere e completare le transazioni.
Una delle 3 firme è garantita da un nodo posizionato su un satellite. Tuttavia, in presenza di problemi di connessione anche le due firme “terrestri” possono essere impiegate per completare la transazione.
A gennaio la società Blockstream ha annunciato di voler lanciare una versione beta del suo Blockstream Satellite API, ideato per permettere agli sviluppatori di trasferire dati tramite la rete satellitare della società.
L’iniziativa spaziale di Blockstream che coinvolge il Bitcoin (BTC) intende rendere indipendente la rete di criptovalute dalla connessione internet terrestre per rafforzarne la sicurezza.