Stando a quanto riportato dal Valor Economico, l'Antitrust del Brasile ha inviato un questionario agli exchange di criptovalute che tempo fa si sono visti chiudere i loro conti bancari.
Il Conselho Administrativo de Defesa Econômica (CADE), gestito dal Ministero della Giustizia del paese, ha inviato il questionario a dieci società: Bitcoin Market, Bitcambio, BitcoinTrade, Foxbit, Walltime, Braziliex, BitBlue, Open Digital Capital (OTC), e-juno e Profitfy.
Poco tempo prima, in seguito ad una segnalazione dell'Associação Brasileira de Criptomoedas e Blockchain (ABCB), il CADE aveva fatto partire un'indagine su sei grandi banche, per scoprire se avessero chiuso i conti degli exchange di criptovalute. L'ABCB sosteneva che Banco do Brasil avesse chiuso il conto dell'exchange Atlas Quantum.
Il CADE ha fissato venerdì 19 ottobre come termine ultimo per rispondere alle domande, osservando che le società subiranno una sanzione da 5.000 a 100.000 real brasiliani (1.300$ - 25.800$) in caso di ritardi.
Nel questionario, gli exchange dovranno specificare l'identità di chi risponderà alle domande, sostiene il portale d'informazione Portal do Bitcoin. Inoltre, dovranno illustrare il funzionamento delle loro attività in Brasile e dichiarare eventuali problematiche relative ai rapporti con le istituzioni finanziare del paese.
Il Brasile non è il primo paese del Sud America ad aver affrontato una battaglia legale tra banche ed exchange di criptovalute. In Cile, infatti, un gruppo di exchange si è rivolto ai tribunali per contrastare la decisione di diverse istituti bancari del paese di chiudere i loro conti. Poco dopo, la Corte Anti-monopolio Cilena ordinò a due banche di riaprire i conti dell'exchange di criptovalute Buda.