Alcune testate sono convinte che l'attacco a Coinrail abbia causato il crollo dei mercati delle criptovalute

La comunità cripto sta sfogando la sua frustazione sui social media, dopo che l'11 giugno diverse piattaforme di news hanno attribuito il calo dei mercati delle criptovalute all'attacco hacker del piccolo exchange sudcoreano Coinrail.

In seguito al calo dei prezzi registrato il 10 giugno sia da bitcoin che da diversi altcoin, testate come Bloomberg, il Wall Street Journal (WSJ), Reuters, il Guardian e altri hanno affermato che la compromissione di Coinrail, che secondo i media locali avrebbe subito 37 mln di dollari di perdite, ha fatto crollare i mercati. L'exchange ha confermato la "cyber-intrusione" in un tweet e in un post sul suo sito, ma non ha ancora specificato l'ammontare delle perdite.

"In parte, l'entusiasmo per le valute virtuali è diminuito a causa di una serie di furti informatici", ha scritto Bloomberg il 10 giugno, citando un forex trader di Singapore secondo cui l'episodio di Coinrail ha provocato una vendita impulsiva, causando il calo dei prezzi.

Il WSJ non è stato da meno, anzi ha dimostrato tutta la sua confusione sul tema criptovalute sostenendo che gli altcoin rubati a Coinrail fossero "versioni alternative di bitcoin".

Tuttavia, in entrambi gli articoli veniva riconosciuto l'insignificanza dell'avvenimento, dato che Coinrail è un exchange di piccole dimensioni, al 99° posto in termini di volume di transazioni, volume che nella giornata precedente all'attacco ammontava a 2,65 mln di dollari.

"Secondo il WSJ, il prezzo del bitcoin è sceso dell'11% perché un piccolo exchange di criptovalute in Corea del Sud, utilizzato da una minuscola porzione della popolazione locale, è stato violato", ha riassunto sui social media il giornalista Joseph Young:

"Il prezzo di bitcoin è sceso perché della gente ha venduto e non ci sono state abbastanza persone disposte ad acquistare, non per un piccolo attacco hacker."

Come già riportato in precedenza da Cointelegraph, è molto più probabile che il calo di domenica sia stato causato dal fatto che le autorità statunitensi hanno avviato un'indagine su quattro exchange di criptovalute, anche se alcuni trader spiegano il comportamento di bitcoin basandosi su fondamentali a lungo termine.

Tone Vays, che prevedeva un calo significativo della coppia BTC/USD durante il 2018, ha prodotto nuove analisi evidenziando le somiglianze tra l'andamento che bitcoin ha avuto nel secondo trimestre di quest'anno e quello del 2014. Secondo Vays, oltre al prezzo, anche molti altri valori presagivano l'arrivo di un periodo ribassista.

Per Vays, bitcoin scenderà sotto quota 5.000$: sarebbe la prima volta da ottobre 2017.

Attualmente, la criptovaluta è scambiata a circa 6.770$, in ribasso del 6% rispetto alla giornata di ieri.