L'Economista Capo del fondo d'investimento Vanguard compara il Bitcoin alla

Joe Davis, Economista Capo del fondo d'investimento Vanguard Investment Strategy Group, ha recentemente dichiarato che, nonostante la tecnologia blockchain sia molto promettente, il fenomeno criptovalute può essere comparato alla "mania dei tulipani" che ha colpito l'Olanda nel 17° secolo, passato alla storia come un classico esempio di bolla finanziaria.

Davis, la quale azienda gestisce beni per un valore di circa 5,1 bilioni di dollari, ha sottolineato il proprio entusiasmo per la tecnologia blockchain, tanto da essere utilizzata anche dalla stessa Vanguard. Ma ha poi aggiunto:

“Per quanto riguarda il Bitcoin, la valuta? È abbastanza probabile che il suo valore arrivi a zero".

"Ma a differenza dei tulipani", afferma l'uomo in tono scherzoso, "[i Bitcoin] non sono molto carini in un vaso". Secondo Davis non è nemmeno possibile affermare che le criptovalute siano delle vere e proprie monete, in quanto a suo parere possono essere utilizzate come unità di conto o strumento di scambio, ma non come riserva di valore.

Le criptovalute inoltre non generano alcun flusso di liquidità e il loro prezzo si basa unicamente sulla speculazione, non connesso in alcun modo al valore effettivo della tecnologia blockchain. "L'idea di investire in Bitcoin è poco convincente", continua:

“Il Bitcoin è un investimento nella blockchain allo stesso modo in cui Pets.com è un investimento in internet".

Questo mese anche Warren Buffett, CEO di Berkshire Hathaway, ha fortemente criticato il Bitcoin, definendoolo "veleno per topi in tutto e per tutto". Secondo l'uomo infatti la criptovaluta non rappresenterebbe un asset "produttivo", a differenza di un terreno o delle azioni di una compagnia. Ne risulta che l'unico fattore a determinarne il prezzo è la domanda degli investitori, rendendo la moneta digitale uno strumento perfetto per "ciarlatani".

Al termine dello scorso anno, Nasdaq pubblicò un articolo sulle cinque ragioni secondo le quali il Bitcoin non ha nulla a che fare con la mania dei tulipani, affermando con certezza che la crescita delle principali criptovalute "non è una bolla".