Secondo quanto riportato dal portale d'informazione The Paper, un uomo in Cina è stato condannato a tre anni e mezzo di prigione per aver rubato energia elettrica da una stazione ferroviaria, allo scopo di alimentare le proprie operazioni di mining di Bitcoin (BTC). Oltre alla pena detentiva, l'individuo è stato anche sanzionato per 100.000 yuan, equivalenti a circa 14.500$.

In particolare pare che Xu Xinghua, questo il nome del criminale, abbia sfruttato uno degli stabilimenti della compagnia per alimentare costantemente 50 dispositivi di mining e tre grosse ventole elettriche. Le operazioni hanno avuto inizio tra novembre e dicembre dello scorso anno: ad aprile l'uomo era riuscito a generare 3,2 Bitcoin, guadagnando 120.000 yuan (17.400$) ma consumando 104.000 yuan (15.000$) di elettricità.

Casi del genere non sono rari in Cina. A giugno, un cittadino nella provincia di Anhui è stato arrestato per aver rubato enormi quantità di energia elettrica, grazie alla quale ha portato avanti un'immensa operazione di mining. L'uomo aveva infatti consumato ben 150 MW di elettricità per alimentare 200 computer, utilizzati per generare sia Bitcoin che Ethereum (ETH): questa attrezzatura divorava più di 6.000 yuan (930$) di energia al giorno!

La Cina è uno dei paesi più popolari per il mining di criptovalute, grazie alla presenza di elettricità a basso costo e hardware economico. Per combattere questo incredibile spreco di risorse, a gennaio il principale organo per la regolamentazione della finanza in rete ha distribuito un avviso ai governi locali, per "guidare" le operazioni di mining e farle "uscire in maniera ordinata" dal business.