Regolatore cinese: la provincia del Sichuan dovrebbe utilizzare l'energia idroelettrica per l'industria blockchain

Un organo di regolamentazione cinese ha esortato i leader della provincia del Sichuan a sfruttare l'energia idroelettrica in eccesso per l'industria blockchain.

Jiang Yang, ex vicepresidente della China Securities Regulatory Commission, sostiene che:

"Il Sichuan dovrebbe studiare ulteriormente i modi in cui le risorse idroelettriche a basso costo della provincia possono attrarre le imprese legate alle valute digitali."

Le osservazioni di Yang sono state riportate in un articolo del 30 ottobre del South China Morning Post.

Mining di criptovalute per assorbire l'output in eccesso

Il Sichuan, situato nella Cina sud-occidentale, ha una stagione delle piogge particolarmente lunga, ed è quindi il più grande produttore di energia idroelettrica del Paese.

Solo nel 2018, la provincia ha generato 78,2 gigawatt - ovvero 78,2 milioni di kilowatt - di energia elettrica, ed ha esportato 104 miliardi di chilowattora (kWh), ossia il 30% della sua produzione totale, nelle altre regioni.

Grazie alle sue risorse idriche, le tariffe elettriche sono estremamente basse: circa 0,02$ per kWh durante la stagione delle piogge, cifra significativamente più contenuta degli 0,11$ registrati a Pechino.

Anche al di fuori della stagione delle piogge, i costi si fermano a un modesto 0,04$ per kWh, una grande opportunità per i miner di criptovalute, per i quali il consumo di elettricità rappresenta la parte principale dei costi operativi.

Cosa ancora più importante, si ritiene che il mining di criptovalute possa contribuire ad assorbire l'eccesso di energia prodotta, che le centrali idroelettriche prive delle apposite infrastrutture farebbero altrimenti fatica ad esportare. Ciò potrebbe dare un notevole impulso all'economia locale, osserva il SCMP.

Blockchain e finanza

Jiang ha affermato che la Cina continua a minare il 70% del Bitcoin (BTC) mondiale, seguita dall'India (4%) e dagli Stati Uniti (1%), grazie soprattutto al costo contenuto dell'energia idroelettrica.

Ha invitato quindi la Cina a cercare di innovare nell'applicare la blockchain al settore finanziario, osservando che:

"In ambito finanziario, l'applicazione della tecnologia blockchain è avvenuta attraverso le valute digitali, che oggi sono probabilmente guidate da Bitcoin."

Leon Liu, CEO della piattaforma di trading di criptovalute Bitkan, ha dichiarato che, dopo l'approvazione dimostrata nella scorsa settimana dal presidente Xi nei confronti della tecnologia blockchain, il volume di trading della piattaforma è aumentato di quattro volte.

Anche un aumento del mining dovrebbe scatenare un forte aumento dei volumi di trading di Bitcoin, poiché i miner tendono a convertire i loro asset per poter pagare i costi operativi.

Ciò potrebbe rivelarsi una questione piuttosto problematica per la National Development Reform Commissionper, la principale agenzia di pianificazione macroeconomica cinese, che da anni cerca di reprimere il mining di Bitcoin.

La Cina, inoltre, ha vietato tutti gli exchange di criptovalute nazionali da settembre 2017, il che significa che è probabile che questo trading avvenga su piattaforme offshore.

Ieri, come segnalato da Cointelegraph, la People’s Bank of China e il regolatore finanziario del Paese hanno annunciato l'implementazione di un nuovo sistema per la certificazione di 11 tipi di prodotti hardware e software fintech relativi ai pagamenti digitali.