Agenzia di stampa cinese: Bitcoin è il primo successo della tecnologia blockchain

La Xinhua News Agency, agenzia di stampa gestita dallo Stato cinese, ha pubblicato un resoconto che riconosce Bitcoin (BTC) come "la prima applicazione di successo della tecnologia blockchain."

Si tratta di uno sviluppo sorprendente, data la posizione fortemente negativa adottata dalla Cina nei confronti delle monete digitali decentralizzate, come dimostra il divieto introdotto nel 2017 sia per gli exchange di criptovalute che per le Initial Coin Offering.

Contenuti dell'articolo di Xinhua 

L'articolo di Xinhua descrive Bitcoin in maniera perlopiù positiva, e narra la storia dello sviluppo e dell'evoluzione della criptovaluta. Il pezzo si apre con la seguente domanda: Bitcoin "rappresenta l'inevitabile evoluzione delle valute, o è soltanto una bolla speculativa?"

L'articolo continua poi descrivendo i principi fondamentali della blockchain, vale a dire un sistema decentralizzato, immutabile e trustless che permette di trasferire valore in modo peer-to-peer, coprendo anche aspetti come mining, scarsità digitale e pseudoanonimato.

Al tempo stesso gli autori discutono dei potenziali rischi di Bitcoin, sostenendo che oggi la criptovaluta viene principalmente utilizzata per "effettuare transazioni nei mercati neri e sul dark net."

Xinhua sottolinea inoltre che il valore Bitcoin, in quanto una valuta non supportata da un potere sovrano centralizzato, risulta estremamente volatile, a differenza delle monete nazionali tradizionali.

Il vento sta cambiando?

Lo scorso mese, il Presidente cinese Xi Jinping ha esortato il Paese ad accelerare l'adozione della tecnologia blockchain. Pochi giorni dopo è stato anche approvato il primo disegno di legge volto a regolamentare il settore delle criptovalute, che entrerà in vigore a partire da gennaio del prossimo anno.

La Banca Popolare Cinese sta inoltre sviluppando di una criptovaluta nazionale. Pare che la Cina lavori a questo progetto sin dal 2014, ma ne ha accelerato notevolmente lo sviluppo in seguito all'annuncio di Libra da parte di Facebook. Pechino teme infatti che il progetto Libra di Facebook possa notevolmente ridurre il potere dello yuan nei mercati internazionali.

Recentemente Giulio Tremonti, ex Ministro italiano dell’Economia e delle Finanze, ha espresso un parere molto negativo sull'imminente CBDC cinese:

"Il sistema cinese è un sistema di controllo assoluto. Credo che quella cinese sia una tecnica di controllo, non una tecnica finanziaria."