Un regolatore bancario cinese mette in guardia dal "mitizzare" la blockchain

Secondo quanto riportato in data 9 luglio dal South China Morning Post, il capo del dipartimento internazionale della Commissione Cinese per la Regolamentazione di Banche e Assicurazioni ha messo in guardia dal "mitizzare" la blockchain.

Durante un discorso al Fintech Bund Summit, conferenza tenutasi recentemente a Shanghai, Fan Wenzhong ha spiegato che, nonostante la blockchain sia "un'innovazione significativa", rendere tale tecnologia una sorta di mito non fa altro che danneggiarla.

Fan non riesce a definire la blockchain una "rivoluzione", in quanto l'idea di un sistema di contabilità multipla esiste da centinaia di anni. "La decentralizzazione non è una nuova tendenza, ma un ciclo: le transazioni dei primi esseri umani venivano effettuate senza alcuna autorità centrale", ha affermato l'uomo. Fan ha poi ribadito la posizione del governo riguardo alle criptovalute:

"La blockchain è un'innovazione utile, ma questo non significa che anche le criptovalute nate da essa siano utili".

Negli ultimi anni la Cina ha adottato un atteggiamento estremamente severo nei confronti delle monete digitali. A maggio di quest'anno, gli organi di regolamentazione del paese hanno bloccato l'accesso a ben 110 piattaforme internazionali d'exchange, mentre la polizia ha concluso oltre 300 indagini legate al settore delle criptovalute.

Una recente analisi pubblicata dal governo cinese ha rivelato che la vita media di un progetto blockchain è di appena 1,22 anni. Ciononostante, il Presidente della Cina Xi Jinping ha lodato pubblicamente la blockchain, definendola una "tecnologia di nuova generazione":

"Sin dall'inizio del ventunesimo secolo, l'innovazione scientifica e tecnologica globale è entrata in un periodo d'attività senza precedenti. Un nuovo ciclo di rivoluzioni scientifiche e tecnologiche ridisegnerà la mappa dell'innovazione globale, rimodellando la struttura economica del mondo".