Con l’attuazione delle nuove norme della Financial Services Commission (FSC) sudcoreana, molti piccoli exchange di criptovalute nel paese temono che saranno costretti a chiudere.
Queste normative impongono a ciascun exchange di dimostrare la proprietà di un conto con nome reale in una banca coreana entro il 24 settembre 2021. Il problema è che le banche domestiche non stanno svolgendo le valutazioni dei rischi per gli exchange richiedenti, ad eccezione delle quattro principali piattaforme di trading del paese.
Stando a un report di Business Korea, ora i piccoli exchange starebbero considerando una causa legale contro il governo, per la presunta incapacità di assumersi le responsabilità per gran parte delle sue competenze regolamentari. Nell’ambito delle nuove normative della FSC, le banche domestiche sono tenute a rifiutare i loro servizi a qualsiasi crypto exchange cliente che ritengono non abbia soddisfatto le misure di verifica ID o che non abbia segnalato attività sospette.
Nelle parole di un funzionario del settore, il governo e le autorità finanziarie hanno essenzialmente scaricato gran parte della responsabilità per la procedura di verifica degli exchange alle banche, che di conseguenza sono “costrette ad assumersi le responsabilità associate ai conti con nomi reali.”
Considerando che la Korea Federation of Banks e diversi creditori commerciali hanno già fatto appello alla FSC per modificare le nuove normative, per paura dei potenziali oneri legati ai crimini finanziari sugli exchange di criptovalute, presto il governo potrebbe affrontare pressioni da tutti i fronti.
Business Korea sostiene che un numero imprecisato di exchange sta considerando un ricorso costituzionale contro il governo e i regolatori finanziari per la loro presunta rinuncia di responsabilità nella regolamentazione del settore e nel garantire le migliori pratiche.
K Bank, NH Bank e Shinhan Bank sono impegnati nella verifica dei grandi nomi del settore crypto: UPbit, Bithumb, Coinone e Korbit. Tuttavia, un simile coinvolgimento è stato negato a piattaforme meno note, per le quali le banche sono restie ad assumersi responsabilità. Un rappresentante anonimo di un crypto exchange ha spiegato ai reporter:
“Ultimamente, le banche stanno rifiutando di avviare i loro processi di verifica per exchange di criptovalute senza chiare ragioni, e la maggior parte degli exchange non ha la possibilità di conformarsi. La Financial Services Commission deve intervenire immediatamente.”
All'inizio del mese, venti exchange di criptovalute in Corea del Sud si sono già riuniti a porte chiuse con la Financial Intelligence Unit della FSC, delineando le loro preoccupazioni sugli ostacoli per soddisfare i requisiti legati ai conti con nome reale. Per ora, sembra che solo gli exchange “Big Four” abbiano la possibilità di assicurarsi un futuro conforme alle nuove linee guida.
Oltre all’assenza di coinvolgimento, i costi legati a tali partnership bancarie sono proibitivi per la maggior parte dei piccoli operatori. Secondo le stime, le riforme introdotte dalla nuova normativa, parte di una più ampia regolamentazione specifica alle crypto, incideranno su circa 60 exchange nel paese.