Un'altra importante banca australiana ha dichiarato che bloccherà alcune piattaforme di criptovalute, citando gli alti livelli di rischio di truffa nel settore.
In data odierna, la National Australia Bank (NAB) ha annunciato una serie di nuove misure atte a proteggere i clienti dalle frodi, nell'ambito della sua "strategia antitruffa a livello bancario".
Oltre a bloccare milioni di pagamenti tra marzo e luglio 2023, NAB introdurrà anche blocchi su "alcune piattaforme di criptovalute" per contribuire a proteggere i clienti dalle truffe.
La NAB non ha specificato i riferimenti degli exchange di criptovalute che dovrebbero essere bloccati dalla banca. Chris Sheehan, dirigente del gruppo NAB per le indagini e le frodi, ha solo accennato al fatto che i nuovi blocchi riguarderanno le piattaforme "ad alto rischio" dove "le truffe sono più diffuse".
Sheehan ha dichiarato:
"Questi truffatori fanno parte di gruppi criminali organizzati e transnazionali. Sempre più spesso vediamo che utilizzano piattaforme crypto per inviare fondi rubati rapidamente e spesso all'estero".
Secondo i rapporti locali, Sheehan ha accennato al fatto che i blocchi di NAB potrebbero influenzare il crypto exchange Binance. "Il nostro approccio sarà coerente con il resto del settore", avrebbe riferito il dirigente. Negli ultimi mesi, anche altre grandi banche australiane, tra cui Westpac e Commonwealth Bank, avrebbero bloccato i pagamenti a Binance.
NAB e Binance non hanno replicato alla richiesta di commento da parte di Cointelegraph. L'articolo sarà aggiornato in attesa di nuove informazioni.
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Nell'annuncio, NAB ha continuato a ribadire la crescente narrativa diffusa dalle banche locali, sostenendo che quasi il 50% dei fondi fraudolenti segnalati in Australia siano collegati alle criptovalute.
"Più in generale, le crypto truffe sono una delle minacce alla sicurezza in più rapida crescita, con gli australiani che hanno perso più di 221 milioni di dollari l'anno scorso", recita la dichiarazione della NAB. L'autorità ha anche affermato che il 40% degli australiani sia "estremamente disposto" a rallentare i pagamenti se fossero "più tutelati dai truffatori".
Traduzione a cura di Walter Rizzo