L'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca ha già iniziato a far discutere gli operatori del settore, con possibili implicazioni importanti per il futuro di Bitcoin e delle criptovalute. In un contesto caratterizzato da un crescente interesse istituzionale e da politiche potenzialmente favorevoli, Christian Miccoli, figura di spicco nel mondo fintech e crypto, condivide la sua visione sui recenti sviluppi, sulle reazioni dei mercati e sulle prospettive di lungo termine per Bitcoin e l’intero ecosistema blockchain.
Cointelegraph: Donald Trump ha espresso sostegno esplicito per Bitcoin (BTC) e ha nominato figure pro-crypto in ruoli chiave come Paul Atkins alla SEC. In che modo pensi che tale amministrazione possa influenzare il mercato delle criptovalute, sia negli Stati Uniti che a livello globale?
Christian: È finito il crypto winter! Se nel 2025 Trump farà quello che ha promesso in campagna elettorale, il 2024 – nonostante i suoi risultati straordinari per Bitcoin – sarà ricordato solo come un anno di “defrosting”. Nel 2025 invece assisteremo alla vera svolta, soprattutto se, come più volte annunciato dal neoeletto presidente, la FED acquisterà BTC a titolo di riserva.
Cointelegraph: L’idea di introdurre Bitcoin come riserva di valore negli USA è stata definita rivoluzionaria. Quanto pensi sia realistico tale scenario e quali sarebbero le implicazioni per il mercato globale?
Christian: Mi sembra realistico, soprattutto se prendiamo in considerazione il processo di de-risking di Bitcoin a cui abbiamo assistito nei salotti della finanza tradizionale: fino al 2023 era considerato come un asset ad alto rischio, ma a partire da gennaio 2024 è andato incontro ad una evoluzione importante e ha guadagnato una nuova dignità come asset class, grazie per esempio all'approvazione degli ETF Bitcoin spot e al loro grande successo. È anche realistico che Trump si muova velocemente in tal senso, perché c’è grande valore nel partire per primi: ci vorrà del tempo prima che gli altri Paesi si muovano nella stessa direzione, e nel frattempo la FED potrà comprare BTC approfittando di un prezzo migliore, dato che plausibilmente questi acquisti causeranno degli aumenti di prezzo enormi, come non ne abbiamo mai visti. Questo potrebbe scatenare sul mercato globale una diffusa FOMO fra le banche centrali dei vari Stati, che si attiverebbero per acquistare BTC e non restare indietro.
Cointelegraph: Quali altre azioni, oltre alla riserva strategica, pensi che potrebbero essere implementate tramite ordini esecutivi da Trump per promuovere lo sviluppo delle criptovalute negli Stati Uniti?
Christian: In questo momento è difficile parlare di specifiche azioni, ci dovremmo concentrare sulle strategie di più ampio respiro. È certo, ad esempio, che una delle questioni sulle quali l’amministrazione Trump dovrebbe agire, e sembra interessata a farlo, è quella dell’alleggerimento e chiarificazione del quadro normativo, compiti affidati alla SEC che si è già messa all’opera; altri temi importanti saranno la riduzione del livello dei controlli e lo stimolo alla libertà finanziaria, per permettere un più facile accesso al settore sia alle imprese che ai privati.
Cointelegraph: Con un cambio di leadership alla SEC e un potenziale approccio più favorevole verso le criptovalute, quali cambiamenti normativi ti aspetti, in particolare per le imprese del settore?
Christian: Già in questi giorni la nuova dirigenza della SEC ha formato una task force, il cui obiettivo sarà di creare una regolamentazione chiara che permetta alle imprese di operare in modo sicuro, proteggendo gli investitori e favorendo l’innovazione. Il posizionamento è quindi in netto contrasto con l’approccio di Gensler, che in virtù di un quadro normativo poco chiaro ha provocato battaglie legali con diverse aziende del settore, come Coinbase e Ripple.
Cointelegraph: Con una Casa Bianca pro-crypto, pensi che le banche e le istituzioni tradizionali aumenteranno la loro esposizione in Bitcoin e altri asset digitali?
Christian: Con un’amministrazione che si muove a favore delle crypto e crea un quadro regolamentare più favorevole, è probabile che anche le banche negli USA approfittino dell’opportunità. Diverso è lo scenario in Europa e in Italia, per via di ratio patrimoniali penalizzanti che disincentivano fortemente l’acquisto di crypto da parte delle banche. Per quanto riguarda invece l’offerta di servizi di compravendita di Bitcoin ai clienti è probabile che anche in Europa più facile che le banche offrano già nel prossimo futuro questi servizi.
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Christian Miccoli, co-fondatore e CEO di Conio Inc.
Cointelegraph: Gli ETF Bitcoin spot hanno avuto una crescita esplosiva nel 2024. Quali ulteriori sviluppi prevedi per questo strumento finanziario nel 2025, e che impatti potrebbero avere su liquidità e volatilità del mercato?
Christian: Oggi la diffusione di Bitcoin dipende molto anche dalla possibilità di acquistare BTC presso canali finanziari tradizionali, come le banche. Più questo sarà possibile e più le persone preferiranno l’acquisto diretto delle crypto rispetto all’acquisto delle stesse incorporate in un prodotto finanziario tradizionale. I vantaggi di questa scelta sono molti: per limitarsi ad uno particolarmente significativo si può ricordare che le crypto sono disponibili alla negoziazione 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, mentre gli ETF sono vincolati agli orari di apertura della borsa, pari al 19% del totale.
Cointelegraph: Se gli Stati Uniti si muovessero per diventare la “Capitale mondiale delle criptovalute”, come pensi reagiranno altre economie globali come l’Unione Europea o la Cina? Vedi possibili iniziative simili in Europa o in altre regioni?
Christian: Non mi aspetto che la Cina cambi la sua opinione sulle crypto, dato che queste rappresentano uno strumento di libertà finanziaria. Per quanto riguarda l’Unione Europea, penso che potrebbe iniziare a muoversi in una direzione simile a quella statunitense; il problema è però la sua lentezza nell’aggiornamento delle normative. In tal senso, c’è una chiara differenza di passo tra EU e USA: ad esempio, Trump ha già annunciato un investimento di 500 miliardi di dollari nel settore dell’intelligenza artificiale sotto lo Stargate Project, al suo secondo giorno di presidenza, mentre in Europa si continua da tempo a parlare di un progetto “chiaro” per l’IA senza però vedere passi in avanti significativi. In un contesto come quello che si sta delineando, in cui la rapidità d’azione sarà cruciale per non essere lasciati indietro, l’Unione Europea dovrà affrontare una bella sfida e sarà importante che si muova in modo da non appesantire ulteriormente la regolamentazione.
Cointelegraph: Se Bitcoin iniziasse ad essere adottato come riserva strategica da diverse nazioni, come cambierebbe l’equilibrio geopolitico globale? Quali paesi potrebbero trarne maggiore beneficio?
Christian: Tutti i paesi che compreranno Bitcoin potranno trarne beneficio, ma chi arriva prima riuscirebbe naturalmente ad imporsi in una posizione di vantaggio competitivo sugli altri, approfittando di prezzi di acquisto più bassi, prima che questi vengano colpiti dall’ondata di rialzo. La velocità che le varie banche centrali dimostreranno nel cogliere l’occasione sarà essenziale per stabilire gli attori dominanti nella corsa all’accumulo di Bitcoin.
Cointelegraph: Con un’adozione istituzionale crescente di Bitcoin, quale sarà il ruolo della DeFi e delle altcoin? Rischiano di essere marginalizzate o credi che continueranno a prosperare?
Christian: Le altcoin hanno una natura diversa da quella di Bitcoin. Se il settore incentiva l’innovazione ci sarà più spazio per tutte quelle crypto che non hanno un ruolo speculativo, ma che alle loro spalle hanno una tecnologia blockchain che può permettere lo sviluppo di applicazioni innovative, come già si vede con la tokenizzazione. Prendiamo ad esempio il nostro progetto ebitts, nato dalla collaborazione con il Gruppo Enel. Si tratta di un progetto di tokenizzazione, basato su blockchain Algorand, che permette di accedere all’energia rinnovabile – con tutti i benefici annessi – senza necessità di installazioni. Si tratta di una vera rivoluzione nel settore, resa possibile solo grazie alla blockchain.
Cointelegraph: Con Bitcoin che ha già superato il traguardo dei 100.000 dollari e con analisti che parlano di un potenziale milione di dollari, come vedi evolversi la narrativa mainstream intorno all’asset?
Christian: Il mercato ha sempre bisogno di traguardi concreti e percepibili. Fino a poco fa la narrativa ci diceva che il traguardo da superare erano i 100.000 dollari di valore. Adesso che è stato superato la maratona non si ferma, e la narrativa si è già spostata sul prossimo obiettivo: superare il milione di dollari.
Cointelegraph: Considerando gli sviluppi macroeconomici e la spinta pro-crypto dall’amministrazione Trump, quale potrebbe essere, secondo te, un livello di prezzo realistico per il top di mercato di Bitcoin? Inoltre, in quale periodo dell’anno ritieni che potrebbe verificarsi, tenendo a mente la consueta ciclicità?
Christian: Non c’è un livello che potremmo definire realistico dato che Bitcoin non ha alcun limite alla sua crescita. Non esistono infatti meccanismi o attori nel mondo che possano influenzare o mettere dei freni alle discese o alle salite di Bitcoin, come invece avviene ad esempio nel caso della sospensione delle quotazioni in borsa per gli asset tradizionali. Sicuramente l’acquisto da parte della FED sarà l’evento predominante che modificherà tutte le logiche a cui abbiamo assistito nei cicli precedenti ma ancora non sappiamo quando questo acquisto avverrà.