Bitcoin (BTC) inizia la settimana sopra gli 11.000$ mentre i recenti rialzi continuano a reggere. Il prossimo passo ci porterà a 12.000$? Oppure i ribassisti riusciranno a prendere il controllo?

Cointelegraph presenta cinque fattori che potrebbero contribuire a stabilire se questa settimana sarà rialzista o ribassista per la price action di BTC.

Le elezioni statunitensi potrebbero rispedire il dollaro al 2018

Mentre prosegue il Q4, Bitcoin resta sensibile ai fenomeni macroeconomici, e le elezioni in vista negli Stati Uniti potrebbero creare una notevole turbolenza.

Secondo gli analisti, l’esito di una vittoria dei Democratici appare negativo per un indicatore macro in particolare: l’indice del dollaro statunitense (DXY).

In un report del 12 ottobre citato da Bloomberg, Goldman Sachs ha avvisato che l’arrivo di Joe Biden nella Casa Bianca potrebbe spaventare i mercati in anticipo, spingendo il DXY al ribasso, verso i suoi minimi risalenti al 2018.

Storicamente, Bitcoin ha mostrato una forte correlazione inversa con il DXY, quindi nuovi minimi potrebbero essere un punto a favore per gli HODLer. Ad agosto, l’impennata verso il massimo di 12.500$ in BTC/USD è stata accompagnata dalla contrazione del DXY a poco più di 92 punti. Nel 2018, l’indice ha assistito a un crollo concluso a 89, il 4% più in basso rispetto ad oggi.

Inoltre, la diffusione di un vaccino contro il coronavirus avrebbe un effetto negativo sul dollaro, invece di rafforzarlo.

I rischi sono sbilanciati verso la debolezza del dollaro, e vediamo probabilità relativamente basse circa l’esito più positivo per il dollaro, la vittoria di Trump combinata con un ritardo significativo nella diffusione del vaccino,” hanno spiegato i ricercatori di Goldman:

“Il successo dei Democratici nelle elezioni statunitensi e notizie positive sul fronte delle vaccinazioni potrebbero riportare il dollaro effettivo e l’indice DXY ai loro minimi del 2018.”

La scorsa settimana, Cointelegraph ha riferito un’opinione secondo cui, a prescindere da chi vincerà a novembre, saranno i beni rifugio a raccogliere i frutti dell’esito elettorale. Un analista ha persino adocchiato un target di prezzo a 4.000$ per l’oro.

Grafico a sei mesi dell’indice del dollaro statunitense. Fonte: TradingView

Europa alle prese con Brexit e coronavirus

Per quanto riguarda la pandemia di coronavirus, le nuove restrizioni in arrivo nei paesi europei sono destinate a creare ulteriori preoccupazioni economiche.

Con la “seconda ondata” apparentemente in corso, questa settimana varie nazioni sono intenzionate ad attuare una replica delle misure di lockdown viste qualche mese fa.

In questa confusione, le negoziazioni dell’ultimo minuto relative alla Brexit stanno aggiungendo complicazioni per il Regno Unito, con una scadenza ormai a pochi giorni di distanza per il raggiungimento di una qualche forma di consenso sull’uscita dall’Unione Europea.

Negli Stati Uniti, i politici non sono ancora riusciti a trovare un accordo sul nuovo pacchetto di stimolo, che i cittadini aspettano con ansia in seguito alla conferma da parte del Segretario al tesoro Steven Mnuchin per quanto riguarda la distribuzione di un secondo assegno di sussidio da 1.200$.

Nonostante le difficoltà, le azioni sono in crescita, con i future sull’S&P 500 in positivo dello 0,25% prima dell’apertura di lunedì. La Cina si trova in prima linea, a causa dello yuan indebolito e degli investitori fiduciosi che l’imminente discorso del presidente Xi Jinping riuscirà ad attirare maggiori investimenti esteri.

Grafico a tre mesi di Bitcoin vs. S&P 500. Fonte: Skew

Il massimo dell’hash rate guida i fondamentali di Bitcoin

Al contrario, questa settimana i fondamentali del network di Bitcoin sono molto positivi. A seconda dei parametri usati, l’hash rate ha raggiunto un nuovo massimo storico durante il fine settimana, suggerendo che la quantità di potenza di calcolo attualmente dedicata al mining è più grande che mai.

Stando ai dati delle risorse di monitoraggio Bitinfocharts e Blockchain, l’hash rate ha toccato 155 exahash al secondo (EH/s). Il livello di 130 EH/s ha segnato un aumento di dieci volte rispetto al valore registrato quando BTC/USD ha raggiunto il suo massimo storico di 20.000$ a dicembre 2017.

L’hash rate è difficile da misurare con precisione, e strumenti differenti producono risultati diversi, ma la traiettoria è chiara: i miner di Bitcoin sono rialzisti.

Come spesso segnalato da Cointelegraph, una teoria molto diffusa nel settore suggerisce che i massimi nel grafico dell’hash rate e la crescita della difficoltà del network tendono a generare successivamente aumenti del prezzo di Bitcoin.

Al momento, il giusto prezzo di #Bitcoin regolato per l’hash rate è di circa 32.000$ per moneta,ha commentato la scorsa settimana Max Keiser, uno dei principali sostenitori della teoria.

“Una volta superato questo sbalzo di offerta del 2018 ed eccesso di offerta dallo wash-trading di exchange tradizionali vedremo un nuovo ATH.”

La difficoltà non ha ancora dato segno che seguirà l’hash rate verso nuovi record nel breve termine. Le stime pubblicate lunedì indicano che la prossima regolazione non andrà né verso l’alto né verso il basso, esattamente come la precedente.

Grafico mensile della media a sette giorni dell’hash rate di Bitcoin. Fonte: Blockchain

Il sentiment di mercato si sta consolidando

Secondo il Crypto Fear & Greed Index, il sentiment tra gli investitori in merito a Bitcoin si sta lentamente consolidando.

I dati forniti dall’indicatore suggeriscono che, in seguito agli avvertimenti di eccessiva esuberanza nel mese di agosto, la successiva contrazione si sta ora bilanciando.

Nella giornata di lunedì, l’Index si trovava a 52, dopo aver superato nel weekend il livello dei 50 per la prima volta dal 21 settembre.

Questa lettura colloca il sentiment degli investitori in territorio “neutrale”, un sollievo rispetto alla “estrema avidità” di agosto e alla “paura” che ne è seguita.

L’Index ha lo scopo di mostrare quando sta per verificarsi un sell-off nel mercato, solitamente più il suo punteggio si avvicina al massimo nella sua scala da 0 a 100.

La volatilità, lo slancio di mercato e il volume costituiscono metà del paniere ponderato di fattori che produce il punteggio.

Grafico a tre mesi del Crypto Fear and Greed Index. Fonte: Alternative.me

“Andremo molto più in alto”

Infine, nonostante pochi si aspettassero la spinta improvvisa sopra gli 11.000$, gli esperti di Bitcoin stanno scommettendo su ulteriori rialzi.

Come segnalato anche dagli analisti di Cointelegraph Markets, la zona in prossimità di 11.000$ rappresentava in precedenza un ostacolo cruciale da superare, con i 10.800$ come punto “cardine” che una volta riconquistato sarebbe riuscito a spingere il mercato verso l’alto.

Nel suo forte movimento rialzista, BTC/USD ha superato i 10.800$ e un altro importante livello, gli 11.150$, segnando chiusure giornaliere e settimanali sopra quest’ultimo livello e più vicine a 11.400$.

L’impennata è arrivata nonostante un miscuglio di notizie, tra cui l’arresto di alti dirigente del gigante dei derivati BitMEX.

Per alcuni nomi ben noti, il clima rialzista è tangibile. “Andremo molto più in alto. Siete stati avvisati,” ha twittato domenica il ricercatore Vijay Boyapati.

Nel frattempo, un sondaggio di Michaël van de Poppe, analista di Cointelegraph Markets, ha segnalato che oltre il 60% dei 4.000 partecipanti scommette sull’arrivo a 12.000$ prima del ritorno a 10.700$, al di sotto del livello cardine.