L'ex presidente degli Stati Uniti ed attuale candidato alle presidenziali, Donald Trump, ha nuovamente menzionato il tema delle valute digitali emesse dalle banche centrali (CBDC), "dando pieno credito" a Vivek Ramaswamy, l'ex candidato alle presidenziali del Partito Repubblicano che ha abbandonato la corsa alla presidenza.
Il 22 gennaio, in occasione del comizio a Laconia, nel New Hampshire, Trump ha riferito al pubblico che Ramaswamy - l'unico candidato alla presidenza con un quadro di riferimento per le crypto nel suo programma - gli ha proposto di sollevare ancora una volta la questione inerente una potenziale CBDC negli Stati Uniti. Dopo una breve confessione sul fatto che Ramaswamy non gli piaceva fino a quando non lo ha sconfitto, Trump ha ribadito che non permetterebbe mai lo sviluppo di una CBDC.
La prima volta che Trump ha menzionato le CBDC è avvenuto durante un discorso elettorale a Portsmouth, nel New Hampshire, il 17 gennaio. In quell'occasione, l'ex presidente ha dichiarato: "Non permetterò mai la creazione di una valuta digitale da parte di una banca centrale", aggiungendo che tale valuta darebbe al governo federale "il controllo assoluto" sul denaro dei cittadini. 
Sebbene Trump non fosse noto per una posizione ponderata sulle crypto - a parte alcuni commenti negativi su Bitcoin durante la sua presidenza - Vivek Ramaswamy e il governatore della Florida Ron DeSantis hanno affrontato l'argomento durante le loro campagne presidenziali.

Entrambi gli ex candidati hanno sospeso le loro campagne. Ramaswamy si è ritirato il 16 gennaio, appoggiando Trump. DeSantis si è ufficialmente dimesso il 21 gennaio dopo aver perso di ben 21 punti contro Trump durante i sondaggi dell'Iowa. Anche DeSantis ha confermato il suo appoggio a Trump, sebbene quest'ultimo abbia negli ultimi mesi ripetutamente deriso il politico.
Il 19 gennaio, il rappresentante degli Stati Uniti Tom Emmer ha espresso il suo sostegno alla promessa di Trump di contrastare le CBDC, affermando che non vede l'ora di collaborare con Trump "contro l'espansione dello Stato di sorveglianza governativo". Emmer si è espresso a favore degli asset digitali in molte occasioni e vanta una storia di opposizione all'approccio normativo della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti e del suo presidente, Gary Gensler.

Traduzione a cura di Walter Rizzo