Bitcoin (BTC) inizia una nuova settimana spinto da un notevole slancio rialzista dovuto in parte a una fonte familiare, Elon Musk. Si tratta di un ritorno ai bei tempi di qualche mese fa?

Dopo settimane trascorse in prossimità dei 30.000$, Bitcoin è riuscito a tracciare una ripresa sostenuta superando un’importante resistenza. Anche se gli indicatori on-chain sono rialzisti, diversi analisti e trader non sono convinti al 100% che questo rialzo non sia soltanto temporaneo.

Cointelegraph esamina quattro fattori che potrebbero influenzare la price action di BTC nei prossimi giorni.

I tweet di Musk cambiano le sorti... di nuovo

Ancora una volta, il CEO di Tesla e SpaceX, Elon Musk, è tornato questa settimana sotto i riflettori. Dopo aver fatto in diverse occasioni l’avvocato del diavolo su Twitter, Musk è tornato alla carica con una notizia che in precedenza sarebbe sembrata inverosimile.

A maggio di quest’anno, Tesla ha abbandonato l’opzione di pagamento in Bitcoin poco dopo averla annunciata e senza aver ancora elaborato nessuna transazione in BTC. Stando ai commenti di Musk, questa decisione è dovuta ai consumi energetici eccessivi legati al mining della principale criptovaluta.

Fortemente criticato per la sua logica e il suo impatto sulla price action di Bitcoin, Musk non si è arreso e ha pubblicato altri tweet su vari aspetti di Bitcoin e delle altcoin, che hanno generato movimenti di prezzo relativamente minimi.

Ora, sembra che l’autoproclamato “Technoking” abbia modificato nuovamente il suo approccio ai social media.

Rispondendo a una critica di Magda Wierzycka, CEO della società di servizi finanziari Sygnia, Musk ha rivelato che Tesla potrebbe nuovamente adottare Bitcoin in futuro. La scorsa settimana, Cointelegraph ha riferito i commenti di Wierzycka in merito all’impatto di Musk su Bitcoin.

Quando verrà confermato un consumo energetico ragionevolmente (~50%) pulito da parte dei miner con un trend futuro positivo, Tesla riprenderà ad accettare transazioni in Bitcoin,ha risposto Musk, aggiungendo che Tesla possiede ancora il 90% del suo acquisto di BTC iniziale da 1,5 miliardi di dollari.

BTC/USD ha sfruttato la notizia per tornare sopra l’importante livello dei 40.000$. Al momento della stesura, il prezzo di BTC si aggira intorno ai 40.700$, dopo una crescita giornaliera del 14%.

Gli indicatori producono una narrativa contrastante

Come segnalato da Cointelegraph nel week-end, lo scenario rialzista è supportato da una serie di indicatori on-chain.

Diversi strumenti analitici, tra cui il rapporto tra prezzo e indirizzi attivi, lo Spent Output Profit Ratio (SOPR) e lo Stock-to-Flow, suggeriscono che Bitcoin è sottovalutato ai prezzi attuali.

Quindi, le previsioni di una ripresa nel breve-medio termine iniziano ad aumentare. Una di queste presenta un target a 85.000$ nei prossimi mesi, mentre il creatore del modello Stock-to-Flow PlanB crede ancora che i 100.000$ siano plausibili entro la fine di quest’anno.

Tuttavia, nella giornata di lunedì ci sono altri due grafici da considerare, e uno di questi è un fattore meno diffuso dell’altro.

Diversi analisti, tra cui anche PlanB, hanno evidenziato che questo mese la mempool di Bitcoin ha assistito a un forte reset, quindi al momento le transazioni sono estremamente economiche rispetto al tempo di elaborazione stimato.

Questo non è solo un “ottimo momento” per riorganizzare e consolidare i propri wallet, ma come sostiene Timothy Peterson, investment manager di Cane Island Alternative Advisors, la mempool è tornata a livelli precedenti alla crescita parabolica di Bitcoin iniziata a fine 2020.

La mempool di Bitcoin è un buon indicatore di bolle,” ha riassunto in una serie di tweet pubblicati domenica.

“La mempool è dove le transazioni in sospeso attendono di essere elaborate prima di essere aggiunte alla blockchain. Questa settimana si è svuotata per la prima volta da novembre 2020 (pre-bolla).”
Media a 7 giorni delle dimensioni della mempool di Bitcoin. Fonte: Blockchain.com

Proseguendo, Peterson ha avvertito che il calo della domanda indicato dalla mempool vuota significa che nei prossimi mesi la price action “dovrebbe” essere ribassista.

Inoltre, questa mancanza di domanda è diventata evidente sugli exchange. Come sottolineato dalla risorsa di monitoraggio on-chain CryptoQuant, sia gli afflussi che i deflussi da e verso gli exchange sono diminuiti notevolmente:

“Il sentiment contrastante in $BTC influenza negativamente prelievi e depositi da exchange. Gli indirizzi di afflusso stanno diminuendo. Gli indirizzi di deflusso stanno diminuendo e hanno raggiunto un minimo annuale a 15.500.”

I fondamentali riflettono il caos tra i miner

I fondamentali del network di Bitcoin, invece, sembrano leggermente meno solidi.

Mentre il dibattito sul consumo energetico di Bitcoin si evolve, i miner cinesi continuano ad affrontare la pressione del governo, mentre il paese decide chi è autorizzato a usare l’energia locale.

Alcuni considerano questo evento una repressione e persino un divieto sulla principale fonte di potenza di mining del network di Bitcoin, mentre altri sostengono che i miner, come sempre, si adegueranno semplicemente ai cambiamenti spostandosi altrove. Inoltre, questo potrebbe risultare in un trasferimento del dominio sull’hash rate verso un’altra giurisdizione.

El Salvador, il primo paese al mondo a rendere Bitcoin una moneta a corso legale, sta già lavorando a strutture di mining a energia geotermica proprie, unendosi alla cosiddetta hash war di Bitcoin.

Tuttavia, fino ad ora il trend è rivolto verso il basso. Stando alle risorse di monitoraggio, l’hash rate di Bitcoin sta diminuendo, e negli ultimi giorni 10 exahash al secondo (EH/s) sono scomparsi dal totale.

Dato che l’hash rate è una stima, diverse fonti indicano cifre differenti, e l’attuale 113 EH/s rappresenta circa due terzi del massimo storico di quest’anno a 168 EH/s.

Media a 7 giorni dell’hash rate del network di Bitcoin. Fonte: Blockchain.com

Nel frattempo, domenica la difficoltà è calata del 5,3%, con un’altra riduzione possibile per la prossima regolazione automatica tra due settimane.

La volatilità suggerisce che la bull run non è finita

Secondo un hedge fund manager, tuttavia, non ci sono ancora segni di un massimo per il prezzo di Bitcoin.

Condividendo dati di Bloomberg Intelligence, Dan Tapeiro, fondatore e CEO di DTAP Capital, ha affermato che la volatilità è semplicemente troppo bassa per suggerire che BTC ha trovato un massimo locale.

Bitcoin non ha mai toccato il suo massimo con una volatilità così bassa. Ci attende ancora un enorme rialzo. I trader a breve termine su Twitter sono troppo negativi,” ha spiegato lunedì durante una discussione su Twitter.

Tapeiro ha aggiunto che, nonostante Saylor e MicroStrategy, l’adozione aziendale negli Stati Uniti è “improbabile,” chiarendo però che Bitcoin resta il “più grande evento macro di sempre.

Il CEO ha attirato l’attenzione sulla previsione di Bloomberg, secondo cui i 100.000$ nel 2021 sarebbero un target “misero” per BTC/USD.

Grafico della volatilità di Bitcoin vs. price action di BTC/USD. Fonte: Dan Tapeiro/Twitter