Vitalik Buterin, il co-fondatore di Ethereum, ha pubblicato lunedì un piano per il primo hard fork della nuova Beacon Chain di Ethereum 2.0, sotto il nome provvisorio di HF1.

L’hard fork consentirà agli sviluppatori di introdurre diversi aggiornamenti cruciali per la Beacon Chain lanciata di recente, e fungerà anche da test per cambiamenti più profondi in futuro.

La modifica pratica più rilevante è il supporto per i light client, nodi con requisiti di risorse minimi eseguibili su dispositivi mobili. Questa funzionalità renderebbe possibili i “trust-minimized wallet”, ovvero wallet in grado di verificare la blockchain autonomamente invece di affidarsi a fornitori di servizi esterni.

Il supporto per i light client viene introdotto attraverso i cosiddetti “sync committee”, gruppi di validatori a cui viene assegnato casualmente il compito di creare firme speciali che permettono di determinare la versione corretta della blockchain in modo più semplice.

Altri miglioramenti includono correzioni alle regole sulla scelta dei fork, campo in cui gli sviluppatori hanno identificato diverse circostanze in cui il protocollo è potenzialmente vulnerabile ad attacchi di riorganizzazione. Queste vulnerabilità richiedono un tempismo preciso, ma avrebbero consentito a malintenzionati di sfruttare il network controllando una piccola porzione di validatori. Queste debolezze erano note prima del lancio ma sono state individuate troppo tardi per essere risolte in tempo, ha precisato Buterin.

In termini di cambiamenti pratici, l’hard fork mira a rivedere il funzionamento dei meccanismi di slashing e perdita per inattività. Attualmente, gli staker su Eth2 rischiano di perdere una porzione del proprio capitale se diventano inattivi o cercano di supportare un fork di minoranza, azione punita con lo slashing.

Le perdite per inattività erano considerate per certi versi un deterrente per lo staking individuale, in quanto gli utenti sarebbero stati penalizzati per cause di forza maggiore come problemi di connessione a internet o blackout. Anche se il sistema era stato configurato per essere molto indulgente, il team ha ritoccato ulteriormente il meccanismo per semplificare la vita degli staker con connessioni instabili.

L’aggiornamento renderà la perdita quadratica, quindi ci sarà una differenza significativa tra l’inattività intermittente e continua. Per un esempio approssimativo del cambiamento, uno staker che subisce 10 blackout della durata di sei minuti ciascuno, per un totale di un’ora, perderà 10 volte meno rispetto a un altro staker che ha semplicemente disattivato il proprio dispositivo per un’ora continua.

Inoltre, le perdite per inattività termineranno gradualmente invece che immediatamente, assicurando che i nodi offline continuano a perdere valore fino a quando il network è ampiamente superiore alla soglia di sicurezza necessaria.

Mentre alcune delle modifiche rendono il sistema più clemente per gli errori in buona fede, il team sta cambiando alcuni parametri per introdurre sanzioni pecuniarie più severe per la cattiva condotta. Questa decisione ha l’obiettivo di “indebolire le rotelle” del sistema, rendendolo più autonomo.

Non è chiaro quando si svolgerà l’hard fork, in quanto alcuni dettagli della proposta richiedono ancora sviluppo e revisione. Nel frattempo, gli sviluppatori di Ethereum stanno cercando di trovare un nome per HF1 e per gli hard fork futuri. I temi proposti finora includono nomi di stelle, sistemi planetari, zone del videogioco World of Warcraft e mesi dell’anno.