Secondo le previsioni di Marina Markezic, direttrice esecutiva della European Crypto Initiative, le imminenti normative sui protocolli di finanza decentralizzata in Europa potrebbero innalzare barriere significative ai progetti crypto-nativi, incoraggiando al contempo le istituzioni finanziarie tradizionali autorizzate a salire a bordo.
Nel corso di un'intervista con Cointelegraph, Markezic ha discusso l'imminente rapporto DeFi della Commissione europea, previsto per il 30 dicembre 2024. Il rapporto rientra nel framework dei Markets in Crypto-Assets (MiCA) ed esaminerà la fattibilità di regolamentazioni specifiche per l'ecosistema della DeFi.
"Riteniamo che questa regolamentazione faciliterà l'ingresso di questi operatori [tradizionali] nel settore delle criptovalute. Sappiamo che alcune banche stanno già pensando di emettere stablecoin", afferma Markezic in risposta agli impatti previsti di un quadro normativo sulla DeFi, aggiungendo che:

"Qualsiasi cosa abbiamo potuto constatare nel corso degli anni, è stata sviluppata [...] ora viene da una prospettiva istituzionale, e sicuramente sarà più difficile per tutti i progetti crypto nativi ottenere la licenza ed essere conformi".

Correlato: Nuove norme europee sulla DeFi potrebbero vietare i protocolli non decentralizzati

Il rapporto dell'UE mira a esaminare come dovrebbero essere regolamentati i sistemi decentralizzati, in particolare quelli che non hanno un emittente o un provider di servizi preciso, come gli exchange decentralizzati. Uno dei principali risultati del rapporto è la possibilità di fornire le prime definizioni di ciò che costituisce la decentralizzazione agli occhi dei regolatori.
"Noi sosteniamo che la situazione non sia uno scenario in bianco e nero, ma piuttosto che la DeFi sia presentata come uno spettro", sostiene Markezic.
Questo "spettro DeFi" comprenderebbe una varietà di casi d'uso diversi, che vanno da sistemi completamente decentralizzati, in cui non vi è alcun controllo o intervento umano e che operano in modo indipendente, a sistemi che presentano vari gradi di controllo e gestione.
Piuttosto che stabilire regole rigorose per il settore, gli esperti legali sostengono l'adozione di standard chiari. "Penso che sia fondamentale che i governi, i responsabili politici e l'industria si allineino e concordino su ciò che costituisce realmente la DeFi", spiega a Cointelegraph Sascha Drobnjak, ex responsabile del settore legale e della conformità del protocollo Elusiv.
Drobnjak ha poi precisato che la trasformazione delle misure proposte in normative applicabili ponga ulteriori sfide. "Come e a chi può un regolatore imporre misure di vigilanza senza un soggetto tangibile nel sistema? Cosa significa poi essere tangibili?". Ha proseguito:

"Più una normativa si basa su determinati standard e principi piuttosto che su norme rigide, più è facile applicarla alle future innovazioni tecnologiche".

La DeFi definisce i servizi finanziari che operano su blockchain pubbliche, principalmente sulla rete Ethereum. In sostanza, ricrea i servizi offerti dalle banche e dagli istituti finanziari (come prestiti, mutui, trading o assicurazioni), ma opera senza che questi istituti fungano da intermediari.
Si prevede che il mercato della DeFi si espanderà in Europa nei prossimi anni. Statista prevede che il settore della DeFi genererà un fatturato di circa 6,69 miliardi di dollari nel 2024, con un tasso di crescita annuale composto del 9,67% tra il 2024 e il 2028, raggiungendo un fatturato di 9,68 miliardi di dollari nel 2028.

Traduzione a cura di Walter Rizzo