Il Dr. Elias Strehle del Blockchain Research Lab e Lennar Ante dell'Università di Amburgo hanno recentemente lanciato un avvertimento: i nodi blockchain impegnati in attività di exclusive mining "non hanno alcun incentivo a inoltrare nuove transazioni agli altri nodi".
Hanno ipotizzato che i miner potrebbero invece essere incentivati a mantenere riservate le transazioni "nella speranza di essere gli unici a poter guadagnare le relative commissioni".
L'exclusive mining, che è un tipo di collusione tra un soggetto che inizia la transazione ed un singolo miner o pool, utilizza canali privati per confermare gli scambi piuttosto che trasmetterli sulla blockchain pubblica. È solo dopo che sono state registrate in un blocco che la blockchain pubblica viene a conoscenza di tali transazioni.
Gli autori del paper sostengono che, poiché i costi di transazione rappresentano un reddito fisso per i miner, tramite collusione le fee "potrebbero essere notevolmente aumentate per riciclare il denaro".
Di conseguenza, i ricercatori hanno osservato come i criminali potrebbero vedere le reti di blockchain più piccole "come veicoli più adatti per il riciclaggio di denaro sporco o l'evasione fiscale attraverso l'exclusive mining".
Il Dr. Strehle e Ante hanno identificato altre due possibili motivazioni per impegnarsi nell'exclusive mining: ridurre la volatilità dei costi di transazione e nascondere alla rete le transazioni non confermate per evitare il frontrunning.
A giugno, Cointelegraph aveva segnalato una serie di misteriose transazioni che hanno confuso tutta la community. Alcuni suggeriscono che potrebbero essere esempi di riciclaggio di denaro sporco, o una ritorsione da parte di un dipendente scontento di un exchange.