Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) ha annunciato che il 1° ottobre il direttore della società crypto “Volantis Market Making” si è dichiarato colpevole di frode basata su commodity.
Il dirigente di Volantis, il 49enne Jon Barry Thompson, tra giugno e luglio 2018 aveva rilasciato false dichiarazioni ad una società a cui aveva richiesto 3,25 milioni di dollari per acquistare Bitcoin (BTC) tramite un ente terzo: Thompson aveva promesso che questi acquisti fossero “sicuri”.
Nonostante Thompson avesse affermato che non avrebbe versato i fondi fino alla consegna dei BTC da parte della terza società, il procuratore distrettuale di Manhattan, Audrey Strauss, ha scoperto:
“Thompson ha inviato il denaro alla terza parte senza aver prima ricevuto i Bitcoin, e il denaro non è mai stato recuperato.”
Il DoJ sottolinea che Thompson ha falsamente sostenuto che la transazione sarebbe stata regolata attraverso un "atomic swap", e ha mentito alla compagnia per diversi giorni sullo stato dei loro fondi e delle crypto: entrambe non sono mai più state restituite.
Thompson si è dichiarato colpevole dell'accusa di frode sulle commodity, che comporta una pena massima di 10 anni di carcere. La sentenza sarà pronunciata il 7 gennaio 2021.
Nel settembre 2019 Thompson è stato rinviato a giudizio per quattro capi d’accusa di frode relativi a 7 milioni di dollari che Volantis avrebbe sottratto a due diversi clienti, tra cui il caso in questione. Nell'atto d'accusa, il vicedirettore dell'FBI William Sweeney Jr. ha sottolineato che Thompson ha intenzionalmente usato una serie di parole “simil-crypto” per confondere e ingannare la sua vittima:
“Usando frasi e terminologie che le sue vittime non capivano, l'uomo ha sfruttato la loro ignoranza nelle criptovalute.”
Le autorità statunitensi hanno recentemente incrementato i loro sforzi per combattere le frodi crypto a livello internazionale: il mese scorso hanno avviato provvedimenti contro due diverse truffe, una in Russia ed una in Malaysia.