Secondo un esperto del settore, il prezzo di Bitcoin (BTC) potrebbe "crollare a zero" nel caso in cui la moneta venisse adottata in massa dalle istituzioni.

Il 14 novembre, durante la conferenza BlockShow di Cointelegraph, il dott. Pavel Kravchenko, CEO e co-fondatore di Distributed Lab e autore di "Blockchain and Decentralized Systems", ha espresso una rara posizione ribassista correlata al sempre maggiore interesse delle istituzioni in Bitcoin.

Kravchenko: BTC andrà a zero con la censura

Kravchenko si trovava in panel incentrato sui progetti blockchain e sui relativi token crypto intitolato “Creating token value — are monetary gains hindering blockchain innovation?”. Ecco il suo intervento:

“Bitcoin è denaro resistente alla censura, il primo al mondo. Non credo nell'adozione istituzionale. Se dovesse accadere, Bitcoin non sarà più resistente alla censura. Quindi non godrà più di questa caratteristica e arriverà a valere zero."

Il ruolo delle istituzioni nel trading e negli investimenti in Bitcoin continua a costituire un punto di dibattito tra esperti e partecipanti al mercato. Quest'anno sono emersi nuovi prodotti, come altri future sul Bitcoin e soluzioni di custodia, che tentano di conquistare gli attori principali dell'industria.

Alcuni hanno già parlato dell'impatto negativo che potrebbe avere il coinvolgimento istituzionale, mentre altri sono più fiduciosi.

Come riportato da Cointelegraph, il capitalista di venture capital Mike Novogratz ha evidenziato la piattaforma di trading Bakkt e il suo potenziale di far salire, anziché crollare, il prezzo della criptovaluta più famosa al mondo.

Al contrario, Kravchenko ha affermato che i governi che cercano di vietare del tutto Bitcoin farebbero aumentare il prezzo più dell'accettazione istituzionale. Come valuta, ha aggiunto, Bitcoin deve tentare di diventare più privata, magari introducendo funzionalità di anonimizzazione come quelle delle "privacy coin" Zcash o Monero, o potrebbe finire col perdere la sua caratteristica di resistenza alla censura.