La piattaforma blockchain del Gibraltar Stock Exchange ottiene una licenza dagli enti di regolamentazione

Il Gibraltar Blockchain Exchange (GBX) ha ottenuto una licenza da parte della Commissione per i Servizi Finanziari di Gibilterra (GFSC), secondo quanto riportato sul blog della compagnia.

Il GBX è stato fondato a luglio di quest'anno dal Gibraltar Stock Exchange (GSX). Il lancio della piattaforma era stato invece annunciato a novembre 2017, allo scopo di "divenire il primo ecosistema nazionale regolamentato per lo scambio di beni digitali".

"A partire dal 21 novembre 2018, GBX svolgerà le proprie attività come fornitore autorizzato operante nel settore dei registri distribuiti, regolamentato dalla Commissione per i Servizi Finanziari di Gibilterra nell'ambito delle Normative per i Servizi Finanziari di Gibilterra", è possibile leggere all'interno del comunicato.

GSX diverrà pertanto la prima borsa valori al mondo a possedere e gestire anche un exchange blockchain regolamentato.

Attualmente GBX consente il trading di sei criptovalute, come Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) e Rock (RKT), il token nativo della piattaforma. Al momento il servizio supporta soltanto il dollaro statunitense (USD), ma la compagnia ha già assicurato che "nel prossimo futuro" verranno aggiunte ulteriori opzioni fiat.

Gibilterra è uno dei paesi maggiormente favorevoli allo sviluppo di blockchain e criptovalute. A febbraio di quest'anno il governo aveva infatti annunciato la realizzazione di un nuovo disegno di legge volto a regolamentare le Initial Coin Offering (ICO) nel territorio. Uno degli aspetti principali di queste nuove regolamentazioni è l'introduzione del concetto di sponsor autorizzati, “responsabili di controllare l'osservanza dei cittadini nei confronti delle future comunicazioni e il rispetto delle regole nell'ambito del crimine finanziario”.

A marzo, prima del lancio ufficiale del GBX, Gibilterra aveva già suscitato l'interesse di circa 200 potenziali ICO. "Il Gibraltar Blockchain Exchange è stato approcciato da circa 200 candidati, desiderosi di lanciare la propria ICO attraverso la piattaforma", aveva al tempo affermato il direttore del servizio Nick Cowan.