Saranno David Ruscoe e Russell Moore, appartenenti alla società di revisione contabile Grant Thornton New Zealand, i liquidatori dell'exchange neozelandese Cryptopia.

A gennaio di quest'anno la sicurezza di Cryptopia era stata violata, portando al furto di una quantità ingente di fondi. L'attacco hacker è andato avanti per circa due settimane, prima che l'azienda riuscisse ad ottenere nuovamente il controllo dei propri wallet.

Cryptopia ha pertanto optato per la liquidazione, in quanto incapace di ripristinare la redditività del proprio business, nonostante i numerosi tentativi da parte dell'amministrazione di ridurre le spese. La decisione è stata descritta come "la migliore nell'interesse dei consumatori, dello staff e degli investitori."

I liquidatori si occuperanno di condurre un'indagine e di mettere al sicuro gli asset rimanenti. Durante questo periodo, tutti i servizi di trading sulla piattaforma verranno sospesi. A tal proposito, David Ruscoe ha commentato:

"Comprendiamo che i clienti di Cryptopia desiderano che questa situazione venga risolta il prima possibile. Condurremo un'indagine approfondita, collaborando con numerosi soggetti interessati come gestori e investitori, per trovare la giusta soluzione nel migliore interesse di tutti."

Ruscoe ha poi aggiunto che, data la complessità del caso, l'indagine di Grant Thornton NZ potrebbe richiedere "mesi piuttosto che settimane". I liquidatori lavoreranno a stretto contatto con esperti indipendenti e autorità competenti, per determinare le effettive responsabilità della compagnia. Un resoconto preliminare verrà pubblicato la prossima settimana sul portale in rete New Zealand Companies Office.

Stando ad un'analisi pubblicata a febbraio dalla società di infrastrutture blockchain Elementus, in seguito all'attacco hacker Cryptopia avrebbe perso circa 16 milioni di dollari in Ethereum (ETH) e token ERC-20. Una parte di questi, 3,2 milioni di dollari, sono stati successivamente individuati su altri exchange di criptovalute, come Binance, Etherdelta e Bitbox.