Le nuove leggi di Hong Kong potrebbero danneggiare l'industria locale delle criptovalute, affermano gli esperti

Le nuove regolamentazioni per il settore delle criptovalute annunciate dalla Securities and Futures Commission (SFC) di Hong Kong potrebbero impedire a nuovi imprenditori di accedere al mercato. 

Timothy Loh, proprietario di un'azienda locale, ha spiegato durante una recente intervista con il portale d'informazione Nikkei Asian Review che alcuni imprenditori potrebbero persino decidere di non partecipare alla nuova struttura normativa pur di "mantenere le proprie quote di mercati". Alcuni operatori considerano infatti le richieste della SFC "troppo opprimenti".

L'incremento dei costi, spiegano altri imprenditori di Hong Kong, potrebbe anche scoraggiare l'ingresso degli investitori istituzionali, agendo indirettamente contro il piano di stabilizzare i mercati con la loro presenza. Qualcun altro ha invece affermato che l'implementazione di politiche più severe potrebbe incrementare la fiducia dei grandi investitori.

L'aggiornamento della struttura normativa è stato annunciato dalla SFC a novembre di quest'anno. L'istituzione ha comparato gli exchange di criptovalute a fornitori autorizzati di servizi di trading, sottolineando la necessità di proteggere gli investitori.

Il nuovo orientamento prevede inoltre l'obbligo da parte dei fondi d'investimento di ottenere un'apposita licenza dalla SFC nel caso in cui almeno il 10% del loro capitale sia in Bitcoin (BTC) o altre criptovalute. In tal caso la vendita dei loro prodotti è consentita soltanto ad investitori professionisti.

Tali regolamentazioni ostacolano anche il settore delle Initial Coin Offering (ICO): tutti i token devono infatti rispettare i requisiti imposti dalla FSC, ed essere stati emanati almeno dodici mesi prima dell'effettivo lancio della ICO.

Ciononostante l'approccio di Hong Kong alle criptovalute risulta parecchio indulgente se comparato al resto della Cina, che ha invece deciso di vietare totalmente ogni genere di impresa legata alle monete digitali. Stando ai dati raccolti da CryptoCompare, gran parte degli exchange operanti in Cina hanno infatti sede a Hong Kong e Singapore.