Un nuovo paper pubblicato giovedì da un team di ricercatori crypto intende essere il primo passo per l’identificazione di un "modello Black-Scholes della finanza decentralizzata (DeFi)", ovvero un'equazione che permetterà agli investitori e agli utenti di valutare correttamente i progetti DeFi ed altre attività correlate, come il liquidity mining. 

Perché è importante una tale equazione? A prima vista, il liquidity mining è abbastanza semplice da spiegare: in cambio della fornitura di liquidità ai market maker automatizzati come Uniswap, gli utenti sono ricompensati con commissioni di trading o governance token, spesso denominati in percentuali APY.

Tuttavia, gli utenti potrebbero subire "perdite impermanenti" legate alle fluttuazioni della domanda per la coppia di trading: un semplice calcolo dell'APY non è sufficiente per avere un quadro completo di quali potrebbero essere i guadagni per i fornitori di liquidità. 

Secondo una ricerca di Tarun Chitra, fondatore e CEO della società di analisi del rischio DeFi Gauntlet.Network nonché uno dei tre co-autori di When does the tail wag the dog? Curvature and market making, il liquidity mining è più affine ad un complesso prodotto derivato:

"Domanda: vi siete mai chiesti quali sono i numeri dietro a queste cose: 

A) La quantità ottimale di token da emettere a fronte degli incentivi di yield farming? 

B) Proteggersi dalle perdite impermanenti con le opzioni? 

C) A che condizioni i LP non perdono tutto? 

Risposta: un nuovo paper scritto da me, @alexhevans, @GuilleAngeris"

Chitra ha spiegato a Cointelegraph:

"La maggior parte dei prodotti d'investimento passivi spesso hanno un'esposizione non banale, simile a quella dei derivati. Ad esempio, il crollo dell'ETF XIV nel febbraio 2018 (il cosiddetto 'volmageddon') ha esplicitato come alcuni asset 'passivi' e 'sicuri' avessero un'esposizione complessa.

La fornitura di liquidità negli AMM non è così diversa, anche se presenta una nuova serie di rischi per i detentori. I fornitori di liquidità compensano sempre le commissioni guadagnate (entrate positive) con grandi perdite di prezzo (perdite negative, impermanenti)."

Queste complessità hanno portato al fallimento di molti progetti di liquidity mining a causa di incentivi eccessivi ("1e9% di APY non è sostenibile, troppi LP e nessun trader"), o troppo scarsi, che non offrono ricompense sufficienti a controbilanciare le perdite impermanenti. In definitiva, gli utenti e gli sviluppatori "dovrebbero pensare allo yield farming come ad un prodotto derivato complesso, analogo agli incentivi maker-taker negli exchange centralizzati". 

Inoltre, questo nuovo modello concettuale può consentire un processo decisionale più sofisticato da parte dei fornitori di liquidità, così come strutture più robuste per gli sviluppatori AMM.  

Chitra ha sottolineato che: 

"Questo documento fornisce un modello di principio per sviluppatori e progettisti, in modo che forniscano rendimenti sensati ai fornitori di liquidità. Gli APY hanno senso solo per le attività a reddito fisso (obbligazioni), mentre i prezzi dei derivati hanno molto più senso per qualcosa come la fornitura di liquidità. Speriamo che questo sia il primo di una lunga serie di lavori che cercano di trovare l’equazione Black-Scholes della DeFi."

Secondo Chitra, identificare un modello equivalente a quello Black-Scholes per la DeFi potrebbe essere la chiave per l'adozione di massa della finanza decentralizzata. Sviluppato negli anni '80 per aiutare gli investitori a valutare correttamente le opzioni, il modello Black-Scholes ha portato ad un enorme boom nel trading di derivati.  

Sebbene resti ancora da vedere se un nuovo modello possa ridurre in modo così netto le complessità della DeFi, questo documento sembra essere un promettente primo passo.