La scorsa settimana il noto exchange Huobi Global ha rilasciato due comunicati che indicano come l’impresa stia cercando di diventare un player chiave nella crescita del network Polkadot.

In una serie di post sul proprio blog, l’exchange delle Seychelles ha annunciato il Polkadot Sponsorship Program nonché un fondo Tether da 5 milioni di dollari da parte dello Huobi Innovation Lab per sostenere "sviluppatori, organizzatori di eventi, creatori di contenuti e ambasciatori" di tutto l'ecosistema Polkadot. 

Il programma di sponsorizzazione permette ai singoli individui di raccomandare i progetti Polkadot per la quotazione nella "Polkadot ecological zone", una speciale sezione di quotazione delle attività dell'exchange Huobi. Gli sponsor sono anche invitati alla conferenza annuale di Huobi e ad altri eventi offline. 

Per poter presentare la propria candidatura, gli sponsor devono avere un interesse significativo nel successo di Polkadot: difatti, tra i requisiti minimi troviamo il possesso di 300.000 token DOT (oltre 1,5 milioni di dollari di valore), di cui la metà deve essere bloccata su Huobi. 

Gli investimenti di Huobi fanno eco a una serie di annunci simili recentemente rilasciati da Polkadot. Il network ha lanciato un'alleanza incentrata sulla DeFi, i cui membri fondatori comprendono il fornitore di oracoli Chainlink ed il network Layer-2 Plasm. 

Inoltre, la Web3 Foundation ha annunciato il lancio del "Thousand Validators Programme", che fornirà istruzione, supporto e finanziamenti per aumentare il numero di validatori della rete. 

Il creatore di Polkadot, Gavin Wood, ha sostenuto giovedì scorso che Polkadot ed Ethereum possono coesistere. Nelle dichiarazioni rilasciate durante l’incontro “Polkadot Decoded”, il programmatore, che ha anche co-fondato Ethereum, ha rifiutato la nozione secondo cui solo uno dei due network riuscirà a sopravvivere:

"Se Ethereum diventasse un protocollo a cui gli altri possano collegarsi, come una specie di ponte [...] penso che ci siano ottime possibilità che Polkadot e Ethereum possano coesistere."

Ma non tutti hanno un parere altrettanto positivo sul futuro delle reti concorrenti a Ethereum. Larry Sukernik, head of investments di Digital Currency Group, ha dichiarato che piattaforme come Polkadot non dovrebbero dare per scontata la migrazione degli sviluppatori: 

"Gli ETH killer dicono spesso che ci sono milioni di sviluppatori a cui non importa molto su quale blockchain andranno a lavorare. Quello è il loro mercato di riferimento. 

Ciò che non hanno capito è che questo mercato con buona probabilità guarderà agli sviluppatori che lavorano su blockchain già esistenti per consigli su quale network scegliere."

Secondo dati di Coingecko, il token DOT di Polkadot ha un market cap di 4,7 miliardi di dollari: cifra decisamente inferiore rispetto ai 67 miliardi di Ethereum.