In una dichiarazione riportata il 20 aprile dalla piattaforma di notizie Fréttablaðið, l'uomo islandese accusato di aver rubato hardware per il mining di Bitcoin del valore di 2 mln di dollari ha giurato di rientrare nel paese.

Come riportato il 18 aprile, Sindri Þór Stefánsson era evaso di prigione e fuggito a Stoccolma, utilizzando, stando alle fonti, il passaporto di un altro uomo per prendere un volo al Keflavik International Airport.

Nella dichiarazione del 20 aprile, Stefánsson ha affermato di essere "legalmente autorizzato" a salire su quell'aereo, dato che il regime di custodia cautelare, nel quale si trovava sin dal suo arresto a febbraio e che deve essere rinnovato da un giudice entro 24 ore dalla scadenza, era terminato il 16 aprile.

Il furto di Stefánsson fu definito dai media locali "uno dei colpi più grossi della storia islandese".

Nonostante gravi sulle sue spalle un mandato d'arresto internazionale, il presunto ladro di miner ha dichiarato che "preferirebbe" tornare a casa, in Islanda.

Come riportato in precedenza da Cointelegraph, tra dicembre e gennaio Stefánsson avrebbe partecipato al furto di molteplici dispositivi da alcuni data center islandesi che si occupano di mining di criptovalute.