L'industria cripto dell'Islanda potrebbe scostarsi dalle attività di mining e passare alle "imprese blockchain". Lo sostengono gli insider delle industrie del posto intervistati dal sito Red Herring.

Halldór Jörgensson, presidente del Borealis Data Center di Reykjavik, ha dichiarato che la domanda da parte delle aziende locali si sta "spostando maggiormente verso il business prettamente blockchain", piuttosto che sul mining di Bitcoin (BTC).

Secondo Jörgensson, la frenesia del mining si è ridotta a un livello molto inferiore rispetto a quello dell'anno scorso, quando la criptovaluta raggiunse il suo massimo storico. Ciononostante, il presidente ritiene che l'ondata del mining abbia contribuito alla crescita delle industrie energetiche e informatiche del paese, le cui infrastrutture ben sviluppate potrebbero dare impulso ad attività legate alla tecnologia blockchain.

L'Islanda è diventata uno dei leader nel mining di criptovalute grazie al clima freddo e all'abbondanza di fonti di energia rinnovabile a basso costo, principalmente di tipo geotermico e idroelettrico. Il paese è sede di una delle 5 più grandi mining farm al mondo. 

A febbraio, Johann Snorri Sigurbergsson, direttore dello sviluppo commerciale del fornitore di energia elettrica HS Orka, ha predetto che nel 2018 il quantitativo di energia impiegato nel mining di criptovalute raddoppierà.

A luglio, il CEO della società ha affermato che l'industria cripto ha scatenato la "quarta rivoluzione", mentre il direttore dell'Istituto islandese per le Macchine Intelligenti ha dichiarato che i miner di bitcoin sono "al centro della rivoluzione industriale che è ancora in corso".

Tuttavia, Sigurbergsson di HS Orka ha anche affermato che "probabilmente" il Bitcoin "non rimarrà nel paese molto a lungo", sostenendo che i data center attualmente utilizzati dai miner diventeranno alla fine nuovi incubatori tecnologici.

Questa settimana, il gruppo Bitfury ha annunciato il lancio dei suoi miner di BTC di nuova generazione, che verranno utilizzati nei suoi mining center in Canada, Norvegia, Islanda e Georgia.