A partire dal prossimo anno, l'imposta sostitutiva sul Bitcoin sarà aumentata dall'attuale 26% a un elevatissimo 42%: questa manovra, che ha colto molti di sorpresa, è stata appena annunciata dal Viceministro dell’Economia Maurizio Leo nel corso di una conferenza stampa.
A mio parere una tassazione al 42% sulle plusvalenze di Bitcoin è totalmente miope da un punto di vista politico, finanziario ed economico. Premetto che, per me, alzare le tasse è quasi sempre un errore: da anni sostengo la necessità di uno sgravio fiscale e della riduzione delle tasse in ogni settore, soprattutto su quelle relative al lavoro.
Capisco che servano risorse, ma prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini bisognerebbe tagliare drasticamente gli sprechi e i costi inutili che gravano enormemente sulle finanze statali. Penso ad esempio agli stipendi di certi funzionari pubblici, ad Alitalia, al ponte sullo stretto, ai finti invalidi e così via.
Già il 50% del nostro reddito finisce in tasse, e ora il governo desidera pure una grossa fetta delle nostre plusvalenze di Bitcoin. La domanda è: il cittadino italiano è considerato solo come una risorsa da spremere? I governi cambiano, ma il risultato sembra sempre lo stesso.
Vorrei porre due domande al signor ministro:
- Può spiegare cos'è e come funziona Bitcoin?
- È consapevole che, se l'iniziativa avesse senso, sarebbe più intelligente cercare di supportarla anziché penalizzarla?
Gli effetti negativi di una tassazione elevata
Quando le tasse vengono aumentate, possono verificarsi una serie di effetti negativi sull'economia e sulla società:
Riduzione dei consumi
Meno soldi disponibili – Quando le tasse aumentano, sia i cittadini che le imprese hanno meno reddito disponibile. Questo può portare a una diminuzione della spesa per beni e servizi, riducendo la domanda aggregata e rallentando la crescita economica.
Disincentivo al lavoro e all'investimento
Minor incentivo a lavorare – Con l'aumento delle tasse, le persone possono sentirsi meno motivate a lavorare di più o a prendere iniziative imprenditoriali, poiché vedono una parte significativa del loro reddito andarsene in tasse. Questo può portare a una riduzione dell'impegno e della produttività.
Freno agli investimenti – Imposte elevate sugli utili o sulle plusvalenze (come nel caso del Bitcoin) possono disincentivare gli investimenti in determinati settori, spingendo gli investitori a cercare opportunità all'estero o in asset meno tassati.
Evasione fiscale e delocalizzazione
Aumento dell'evasione – Quando le tasse diventano troppo alte, alcuni contribuenti possono essere tentati di evadere il fisco. In pratica, maggiore è la pressione fiscale, maggiore può essere l'incentivo a cercare modi legali o illegali per ridurre il carico tributario.
Delocalizzazione delle imprese – Le aziende, in particolare quelle multinazionali, potrebbero decidere di trasferirsi in nazioni con una fiscalità più favorevole. Questo provoca la perdita di posti di lavoro e di entrate fiscali per il Paese.
Riduzione della competitività
Perdita di competitività – Imposte elevate rendono meno conveniente produrre beni o fornire servizi in un Paese rispetto ad altri con una fiscalità inferiore. Ciò può penalizzare l'industria locale, che diventa meno competitiva rispetto a quelle di altre nazioni, portando a una riduzione delle esportazioni e a un aumento delle importazioni.
Effetti regressivi
Impatto sui cittadini a basso reddito – Alcune tasse, come l'IVA o altre imposte sui consumi, colpiscono in modo sproporzionato le persone con redditi più bassi, che spendono una maggior parte dei loro introiti per beni di prima necessità. Questo può aumentare le disuguaglianze economiche.
Depressione economica e stagnazione
Rallentamento della crescita – Un aumento eccessivo della pressione fiscale può soffocare l'attività economica e contribuire alla stagnazione. Se i consumi e gli investimenti calano, anche la produzione e l'occupazione potrebbero risentirne, portando a una riduzione del PIL.
Minore innovazione e imprenditorialità
Scoraggiamento delle nuove imprese – Imposte elevate possono frenare l'imprenditorialità, poiché l'avvio di nuove imprese e progetti innovativi richiede investimenti e spesso profitti incerti. Se le aspettative di profitto netto sono ridotte dalle tasse, i potenziali imprenditori potrebbero decidere di non intraprendere nuovi progetti.
Aumento del peso burocratico
Più burocrazia fiscale – Spesso, l'aumento delle tasse comporta una maggiore complessità amministrativa e burocratica. Le imprese e i cittadini devono dedicare più tempo e risorse alla gestione delle questioni fiscali, riducendo così l'efficienza e aumentando i costi.
In sintesi, l'aumento delle tasse può frenare l'attività economica, ridurre la competitività di un Paese e spingere verso comportamenti evasivi o elusivi. Sebbene in alcuni casi un aumento delle tasse possa essere necessario per garantire servizi pubblici, è fondamentale che sia equilibrato e accompagnato da misure per migliorare l'efficienza della spesa pubblica e ridurre gli sprechi.
Tassazione delle criptovalute in Europa
In Europa, la tassazione sulle criptovalute, incluso Bitcoin, varia significativamente da nazione a nazione, ma in generale molti governi stanno cercando di regolare e tassare questo settore in crescita.
Italia – Attualmente, le plusvalenze da criptovalute sopra i 2.000€ sono tassate al 26%, ma c'è una proposta per aumentare questa aliquota al 42% per cercare di aumentare le entrate fiscali. Questo cambiamento potrebbe disincentivare gli investimenti nel settore.
Germania – Uno dei Paesi più favorevoli alle criptovalute. Se detieni Bitcoin per più di un anno, i guadagni sono esentasse. Tuttavia, se li vendi prima di questo periodo o generi reddito da attività come mining o staking, devi pagare imposte su tali guadagni.
Francia – I guadagni da Bitcoin sono tassati come plusvalenze su beni immateriali con una tassa fissa del 19%, a cui si aggiungono contributi sociali, portando il totale al 36,2%. Se i guadagni provengono da attività speculative o mining, possono essere soggetti a un'aliquota fiscale progressive.
Spagna – Le criptovalute sono tassate come reddito ordinario con aliquote che vanno dal 19% al 26% a seconda del volume dei guadagni.
Portogallo – Considerato uno dei Paesi più favorevoli per gli investitori in criptovalute, storicamente non imponeva tasse sulle plusvalenze. Tuttavia negli ultimi anni ha introdotto aliquote tra il 28% e il 37%, specialmente per i guadagni a breve termine.
In generale, molti Paesi europei stanno introducendo aliquote più alte e requisiti di reporting più rigorosi per le criptovalute, mentre altri (come la Germania) incentivano il possesso a lungo termine.
Mirko Castignani, ingegnere gestionale, è un trader, imprenditore e formatore finanziario. A partire dal 2017 collabora, in qualità di insegnante, con società di trading del calibro di Avatrade, WeBank e SaxoBank, Directa SIM e iBroker. È inoltre ospite per i mercati finanziari americani tutti i martedì alle 14:20 sulla CNBC, nonché socio AIEF. Nel 2013 fonda, insieme ad Andrea Vaturi, Vantaggio Sleale: società di formazione finanziaria che collabora tutt'ora con primari istituti di credito italiani e broker spagnoli.
Formatore ufficiale del CME Group (Chicago Mercantile Exchange), la più grande borsa non-azionaria, dove è quotato il future di BTC e ETH. Oggi fa anche parte del consiglio d’amministrazione di ANPIB, Associazione Nazionale Private & Investment Bankers
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