Intesa Sanpaolo ha ufficialmente compiuto il suo ingresso nel mondo delle criptovalute, con un acquisto iniziale di 11 Bitcoin per un milione di euro.
Questa mossa, assolutamente pionieristica per una banca italiana così importante, rappresenta un chiaro segnale dell'apertura del settore finanziario tradizionale verso gli asset digitali. Sebbene l'investimento sia relativamente contenuto, l'obiettivo di Intesa Sanpaolo è principalmente sondare il terreno e rispondere alle potenziali richieste di una clientela sempre più sofisticata.
L'amministratore delegato, Carlo Messina, ha dichiarato:
"Siamo leader europeo in termini di market cap. Quindi non dovrebbe stupire se facciamo quello che fanno tutte le altre banche nel mondo. Peraltro sono importi limitatissimi, perché abbiamo 100 miliardi di euro di portafoglio titoli: quindi un milione di euro è soltanto un esperimento, un test. [...] Ma siamo pronti nel caso in cui alcuni clienti particolarmente sofisticati ci chiedessero di effettuare queste forme di investimento."
Ha tuttavia anche sottolineato l'importanza di una valutazione attenta dei rischi, consigliando questo tipo d'investimento soltanto a profili altamente specializzati:
"Permettetemi di ribadire che io stesso ritengo BTC una forma di investimento che deve essere riservata a operatori istituzionali, o a clienti con grandissima professionalità e notevoli skill. Io stesso non investo in Bitcoin."
L'acquisto di BTC da parte di Intesa Sanpaolo segna una svolta nel panorama bancario italiano. La decisione di investire nella criptovaluta più celebre al mondo dimostra la sua crescente legittimità e la sua attrattiva per gli investitori istituzionali.
L'investimento di Intesa Sanpaolo in Bitcoin arriva in un momento di grande fermento per il settore delle criptovalute. Le politiche economiche della nuova amministrazione americana potrebbero infatti dare un forte impulso al mercato nei mesi a venire.