Un ex funzionario di alto livello sostiene che, nel 2021, "il gioco del coniglio" attualmente in corso tra l'Internal Revenue Service (IRS) e i detentori di crypto che non dichiarano correttamente i propri asset entrerà in una nuova fase: l'agenzia di riscossione delle imposte, infatti, ha intenzione di perseguire le violazioni con "sanzioni civili e, potenzialmente, penali"

Il 3 gennaio, Don Fort, l'ex capo della divisione investigativa penale dell'Internal Revenue Service (IRS) ha scritto in un articolo che, mentre l'agenzia ha finora concentrato le sue risorse nell'informare il pubblico su come segnalare correttamente i propri asset crypto, ora intende impegnarsi per una "applicazione più rigorosa" delle norme:

"L'IRS, nel 2021 ed oltre, intende svolgere una transizione graduale dalla divulgazione all'applicazione della legge."

L'articolo fa notare quanto accaduto a Coinbase, che nel 2018 è stato convocato dall’IRS ed ha fornito informazioni sugli account di quasi 13.000 utenti: questi dati potrebbero presto portare ad un nuovo giro di vite. Peraltro, l'articolo menziona anche che l’IRS avrebbe richiesto informazioni in merito ad un utente americano a Bitstamp, exchange con sede in Lussemburgo.

Il crescente focus sui detentori di crypto è in parte dovuto ad un aumento del "tax gap", cioè il divario tra quanto dovrebbe essere pagato al Tesoro e quello viene effettivamente versato: i due coautori dell’articolo, Fort e Lawrence Sannicandro, ritengono che i possessori di criptovalute potrebbero avere un ruolo importante in questo gap. 

Nell’articolo si legge:

"Al 10 dicembre, con Bitcoin che ha appena raggiunto livelli record, il market cap delle crypto era di 524 miliardi di dollari. […] Supponendo che le passività fiscali relative alle criptovalute siano pari a 25 miliardi di dollari e che il tasso di conformità sia del 50%, le passività fiscali non dichiarate rappresentano circa il 3,2% del tax gap, valutato complessivamente 381 miliardi di dollari. Pertanto, è probabile che le transazioni crypto non dichiarate contribuiscano in modo significativo al divario fiscale". 

In definitiva l'articolo conclude sostenendo come alcuni segnali, come l'aggiunta di una esplicita domanda in merito alle criptovalute in cima al modulo della dichiarazione dei redditi, sembrano indicare che l'IRS si stia preparando a colpire duramente chi non segnala i propri asset:

"Anche se l'IRS non ha ancora annunciato molti casi di evasione fiscale o di riciclaggio di denaro che coinvolgono le monete virtuali, questo trend dovrebbe cambiare nel 2021". 

Inoltre, i detentori di crypto non dovrebbero cercare di fare i furbi di fronte ai loro obblighi fiscali: 

"La storia ha dimostrato che sottovalutare il governo è una scelta molto stupida."