Lunedì le autorità israeliane hanno introdotto ulteriori restrizioni sui pagamenti in contanti, allo scopo di combattere le attività illegali e stimolare i pagamenti digitali nel Paese. 

Da gennaio 2019, le imprese e i consumatori israeliani sono soggetti a limiti sui pagamenti in base alla Legge per la riduzione dell'uso del contante. L'obiettivo è quello di esortare i cittadini e le imprese del Paese verso i pagamenti digitali, consentendo alle autorità di tracciare più facilmente l'evasione fiscale, le attività del mercato nero e il riciclaggio di denaro.

Lunedì, i limiti ai pagamenti in contanti sono stati ristretti a 1.760 dollari statunitensi, o 6.000 shekel israeliani, per le transazioni commerciali e a 4.400 dollari statunitensi, o 15.000 shekel, per le transazioni personali.

Si prevede che in futuro seguiranno ulteriori restrizioni, vietando di accumulare più di 58.660 dollari USA, o 200.000 shekel, in contanti nelle residenze private.

Tamar Bracha, che secondo quanto riferito è incaricata dell'esecuzione della legge per conto dell'Israel Tax Authority – Autorità fiscale israeliana – (ITA), ha recentemente dichiarato a Media Line che la limitazione dell'uso del contante incrementerà la difficoltà delle attività criminali:

"L'obiettivo è ridurre la fluidità del contante nel mercato, soprattutto perché le organizzazioni criminali tendono a fare affidamento sul contante".

Nel frattempo, i nuovi limiti posti alle transazioni in contanti sono stati recepiti da alcuni come un segnale positivo per la futura adozione delle criptovalute nel Paese.

Sabato, l'influencer di criptovalute Lark Davis ha dichiarato al suo milione di follower su Twitter che Israele non è né il primo né l'ultimo Paese ad introdurre tali restrizioni, cogliendo l'occasione per ricordare l'importanza di detenere Bitcoin:

Da lunedì Israele vieterà i pagamenti in contanti oltre i 4.400 dollari! Ciò significa che non si potrà pagare in contanti un'auto usata, una borsa firmata o qualsiasi altro oggetto di valore elevato.

Non è il primo né l'ultimo Paese a introdurre tali restrizioni.

Avete #bitcoin?

Nel frattempo, l'investitore strategico Lyn Alden, fondatore di Lyn Alden Investment Strategy, ha affermato che la tendenza "probabilmente si estenderà ad altri Paesi nel tempo".

CBDC e normativa sulle criptovalute

Israele è anche tra i Paesi della regione ad esplorare le potenzialità delle valute digitali emesse dalle banche centrali (CDBC), iniziando la relativa ricerca e sviluppo per la prima volta da fine 2017.

A maggio, la Banca d'Israele ha rivelato i riscontri della consultazione pubblica relativa allo "shekel digitale", riportando un forte sostegno riguardo la CDBC e sul suo impatto sul mercato dei pagamenti, sulla stabilità finanziaria e monetaria e sulle questioni legali e tecnologiche.

A giugno, la Banca d'Israele ha inoltre comunicato di aver condotto un esperimento al fine di valutare l'influenza sulla privacy degli utenti e l'utilizzo degli smart contract nei pagamenti, siglando il loro primo esperimento tecnologico di una CBDC.

A maggio, durante l'Israel Crypto Conference di quest'anno, Jonathan Shek di Oz Finance ha rivelato che le autorità finanziarie israeliane siano impegnate a preparare un framework normativo completo e olistico per gli asset digitali.

Sebbene non abbia fornito una data esatta, Shek ha lasciato intendere che il provvedimento arriverà nel prossimo futuro: il governo israeliano è difatti intenzionato a promuovere la crescita dell'industria delle criptovalute nel proprio Stato, se effettuata responsabilmente.