La CONSOB sospende due società che offrivano schemi di investimento fraudolenti basati su criptovaluta

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ha sospeso due progetti che prevedevano schemi d'investimento fraudolenti basati su token di criptovaluta. Le sospensioni, della durata di 90 giorni, sono state riportate negli appositi bollettini pubblicati sul sito web dell'organo di regolamentazione.

La nostra CONSOB è, in sostanza, l'equivalente italiano della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, e rappresenta quindi un'autorità governativa che regola il mercato italiano dei titoli.

Entrambe le società sospese dalla CONSOB, ossia Bitsurge Token e Green Energy Certificates, sono probabilmente progetti "scam" collegati ad Avalon Life, una società che non ha sede nell'Unione Europea. Ambedue le società non potranno più offrire investimenti in Italia per 90 giorni, a partire dal 12 dicembre.

Lo schema Bitsurge veniva promosso sul sito bitsurge.io e sulla pagina Facebook "Bitsurge Token". Come descritto nel bollettino, la società offriva agli investitori "contratti di token" con rendimenti mensili dal 6% al 13% per importi di capitale compresi tra 1.000$ e 25.000$. Secondo il documento del CONSOB, i clienti non avevano alcuna autorità nella gestione dei loro token.

Il secondo schema, soprannominato Green Earth Certificates, è stato promosso attraverso la pagina Facebook "Progetto Crypto Green Earth" e offriva ai clienti dei "Certificati Green Earth" con l'obiettivo di proteggere le foreste pluviali dalla deforestazione acquistando aree forestali tramite blockchain. Lo schema prevedeva un premio del 6% sulla somma investita nelle aree ricche di foreste pluviali, come la Costa Rica.

Recentemente, la CONSOB ha emesso un avviso congiunto con la Malta Financial Services Authority (MFSA) riguardo un exchange di criptovalute non registrato, chiamato OriginalCrypto.

A metà novembre, l'agenzia ha anche sospeso tre società del settore crypto che offrivano servizi di investimento non approvati.

A gennaio, Facebook aveva messo al bando le pubblicità relative a ICO e criptovalute, per evitare di dare esposizione alle "pratiche promozionali fuorvianti o ingannevoli" ad esse associate.

Tuttavia, il colosso dei social media ha poi aggiornato le sue politiche a giugno, dando di nuovo il via libera alle pubblicità sulle criptovalute ma continuando a vietare quelle riguardanti le Initial Coin Offering (ICO).