TBD, società controllata da Block, ha annunciato l'intenzione di costruire un nuovo web decentralizzato incentrato su Bitcoin (BTC), sottolineando la convinzione del fondatore Jack Dorsey che la più grande rete blockchain svolgerà un ruolo importante nell'evoluzione di Internet.

Il nuovo progetto, chiamato "Web5", rappresenta l'ultimo sforzo di Jack Dorsey per promuovere l'adozione di Bitcoin, dopo essersi dimesso dalla carica di CEO di Twitter nel novembre 2021.

Mentre il Web3 incorpora tecnologia blockchain e tokenizzazione per decentralizzare la concezione tradizionale di Internet, il Web5 è concepito come un sistema basato interamente su un solo network distribuito: quello di Bitcoin. Su Twitter, l'utente Namcios ha spiegato in maniera più dettagliata il concetto di Web5, ovvero un ecosistema di diverse componenti software che lavorano in parallelo per migliorare l'esperienza dell'utente e consentire la gestione decentralizzata delle identità.

L'idea di Web 5.0 condivisa da Block
L'idea di Internet di nuova generazione condivisa da Block

Il Web5 utilizzerà ION, descritto come "un network DID aperto, pubblico e permissionless basato sulla blockchain di Bitcoin."

"L'unità @TBD54566975 di Jack Dorsey ha appena annunciato lo sviluppo del 'Web5.'

Questo nuovo web decentralizzato sfrutta Bitcoin per restituire il controllo dei dati e delle identità agli utenti. Una volta per tutte."

Il Web5 è essenzialmente una piattaforma web decentralizzata (Decentralized Web Platform, DWP) che consente agli sviluppatori di creare DApp tramite DID e nodi decentralizzati. Il Web5 avrà anche una rete monetaria incentrata su BTC, che rispecchia la convinzione di Dorsey che un giorno l'asset digitale diventerà la valuta nativa di Internet.

La motivazione di Dorsey per perseguire un nuovo modello di Internet deriva dalla sua convinzione che il Web3 non raggiungerà mai la totale decentralizzazione. Il CEO di Block ha criticato pubblicamente il Web3 e gli investitori che ne supportano lo sviluppo.

Nel dicembre 2021, Dorsey ha scritto su Twitter che non sono le persone a possedere il Web3, bensì le società di venture capital:

"Non sei tu a possedere il 'Web3.'

Appartiene alle società di venture capital e ai loro partner. Non fuggirà mai ai loro incentivi: sostanzialmente è un'entità centralizzata, ma con un'etichetta diversa.

Spero siate consapevoli di cosa vi aspetta."