Il colosso bancario statunitense JPMorgan Chase ha lanciato la propria criptovaluta.

Con una mossa che numerosi esperti del settore consideravano improbabile, l'istituzione sfrutterà questa nuova moneta digitale, chiamata "JPM Coin", per incrementare l'efficienza di alcune tipologie di transazione.

Durante un'intervista trasmessa su CNBC, Umar Farooq, a capo della divisione di JPMorgan dedicata alla tecnologia blockchain, ha espresso il proprio ottimismo riguardo al futuro dei registri distribuiti e al loro rapporto con la banca.

"Ogni cosa esistente a questo mondo può essere spostata su blockchain, la quale funge da componente di pagamento per le transazioni" ha spiegato l'uomo. "Francamente le applicazioni sono praticamente infinite; questa cosa può essere usata ovunque ci siano dei registri distribuiti che comprendano corporazioni o istituzioni."

Inizialmente JPM Coin verrà utilizzata per incrementare la velocità delle transazioni fra grosse aziende: i metodi tradizionali, come ad esempio SWIFT, richiedono in molti casi più di un giorno. Se l'iniziativa dovesse avere successo, ha spiegato Farooq, in futuro la criptovaluta potrebbe essere adoperata anche per i servizi di tesoreria e lo scambio di azioni.

"Praticamente ogni singola grossa corporazione è nostra cliente, e anche gran parte delle principali banche al mondo lo sono", ha concluso Farooq, fiducioso nella futura adozione dalla blockchain. "Anche se il servizio fosse limitato soltanto ai nostri clienti istituzionali, non dovrebbe rappresentare un freno."

Una notizia davvero sorprendente, soprattutto alla luce del fatto che nel 2017 Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, aveva pubblicamente definito Bitcoin "una truffa".