Alexander Vinnik, sospettato di aver riciclato denaro tramite Bitcoin, potrebbe dover affrontare un processo in Francia: se su di lui pesano capi d’accusa anche in Russia e negli Stati Uniti.
Secondo la Agence France-Presse (AFP), un giudice di Parigi ha ordinato all’uomo di comparire in tribunale per difendersi dalle accuse di estorsione, riciclaggio di denaro, associazione a delinquere, nonché accesso e modifica illegale di dati in sistemi informatici.
Le autorità francesi hanno accusato Vinnik di aver truffato più di 100 persone tra il 2016 ed il 2018, sottraendo in totale 160 milioni di dollari.
Pare che Vinnik, conosciuto con il nome di “Mr. Bitcoin”, abbia riciclato 300.000 Bitcoin (BTC), attualmente pari a circa 3,4 miliardi di dollari, tramite l’exchange BTC-e nel corso di sei anni. È stato arrestato durante una vacanza in Grecia nel 2017 su richiesta degli Stati Uniti e successivamente estradato in Francia a gennaio.
Tre Paesi vogliono processarlo
Vinnik, cittadino russo, ha richiesto l’estradizione nel suo Paese natio, dove su di lui pesano capi d’accusa sensibilmente meno gravi: le autorità russe sostengono abbia derubato le sue vittime di circa 11.000$.
Una volta concluso il suo processo in Francia, Vinnik potrebbe essere riportato in Grecia e successivamente negli Stati Uniti: le forze dell’ordine americane vorrebbero porgli delle domande in merito al suo coinvolgimento nel famoso hack di Mt. Gox. Alcuni dei Bitcoin di BTC-e proverrebbero dall’ormai defunto exchange giapponese.