Sam Bankman-Fried, ex CEO di FTX, si è scusato e ammesso i propri fallimenti una dozzina di volte durante il suo intervento al DealBook Summit del New York Times, il 30 novembre.
In una video-intervista, a Bankman-Fried è stato chiesto di rispondere a una serie di domande sulla caduta di FTX. Le sue risposte, incredibilmente schiette, hanno sorpreso gli spettatori: qualcuno ritiene persino che tali dichiarazioni potrebbero essere utilizzate per incriminarlo.
In un post su Twitter, l'avvocato specializzato in criptovalute Jeremy Hogan ha affermato che, durante il "piccolo interrogatorio" al DealBook Summit, Bankman-Fried ha rilasciato "almeno tre dichiarazioni incriminanti."
"SBF sta subendo un piccolo interrogatorio al DealBook Summit del New York Times: ha rilasciato almeno tre dichiarazioni incriminanti finora.
Perché i suoi avvocati (o genitori) gli lasciano fare questa cosa?"
SBF is getting a light cross-examination at the NYT/Dealbook Summit and has made at least 3 incriminating statements so far.
— Jeremy Hogan (@attorneyjeremy1) November 30, 2022
Why are his lawyers (or parents) letting him do this?? pic.twitter.com/Nd0poutAA0
Alan Rosca, dello studio legale Rosca Scarlato, ha aggiunto:
"Assurdo: SBF sta praticamente testimoniando durante il Dealbook Summit. Non ho mai assistito a un precedente simile. Ha anche appena detto che i suoi avvocati non erano d'accordo con questa intervista."
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Durante l'intervista, Bankman-Fried ha quasi subito ammesso di aver commesso degli sbagli:
"Chiaramente, ho commesso molti errori. Farei di tutto per poter tornare indietro."
Poco dopo l'intervistatore Andrew Sorkin ha letto una lettera di un cliente di FTX, che a causa del fallimento dell'exchange ha perso quasi due milioni di dollari: i risparmi di una vita. "Sono profondamente dispiaciuto per quel che è successo," ha risposto SBF.
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Successivamente ha discusso di Alameda, che utilizzava i fondi dei clienti di FTX per coprire i propri prestiti. Bankman-Fried ha affermato che, sebbene "non sapesse esattamente cosa stesse succedendo," in quanto CEO di FTX era suo dovere scoprire che le cose stavano andando storto:
"Molte di queste sono cose che ho scoperto soltanto nell'ultimo mese. [...] Una grossa svista da parte mia, era necessaria una maggiore consapevolezza."
Bankman-Fried si è nuovamente dato la colpa quando l'intervistatore ha evidenziato come la caduta di FTX abbia causato una perdita di fiducia verso l'intero settore delle criptovalute:
"Voglio dire... ho fatto un casino. Ero il CEO, il CEO di FTX. Questo significa che avevo una responsabilità, era mia responsabilità fare la cosa giusta. Ma alla fine abbiamo sbagliato, abbiamo fatto un gran casino."
Verso la fine dell'intervista Sorkin ha domandato a Bankman-Fried se, durante la sua carica di CEO, fosse sempre stato sincero con il pubblico. SBF ha risposto di non aver mai mentito, ma vi erano volte in cui – per motivi di marketing – dipingeva FTX nella maniera più positiva possibile:
"Non parlavo mai dei rischi connessi a FTX. [...] Ovviamente, avrei dovuto passare più tempo ad analizzare anche gli aspetti negativi, invece di pensare soltanto a quelli positivi."
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L'intervistatore ha infine chiesto a Bankman-Fried cosa ne pensassero i suoi avvocati di questo suo intervento pubblico:
"Assolutamente non vogliono che io sia qui. Sai, mi danno sempre i soliti consigli: non dire niente, ritirati in un buco."
Ma ritiene sia suo dovere parlare con le persone, spiegare cosa sia successo e "provare a fare la cosa giusta. [...] Non vedo che utilità possa avere stare chiuso in una stanza, fingendo che il mondo esterno non esista."