Venerdì scorso, durante il Bloomberg Crypto Summit di Londra, il direttore di uno dei più importanti fondi di beneficenza del Regno Unito ha dichiarato che il recente crollo del mercato è solo un "piccolo ostacolo".

James Bevan, chief investment manager di CCLA, ha dichiarato che non vede il crollo dei mercati "come una crisi esistenziale" ma piuttosto come "un piccolo ostacolo".

Bevan ha anche paragonato il mondo delle criptovalute a quello della finanza tradizionale, affermando che "gli investitori istituzionali si sono trovati di fronte a parecchi ostacoli anche nel caso delle valute tradizionali".

CCLA si descrive come "uno dei principali gestori di fondi del Regno Unito" e sostiene di avere 7.842 milioni di sterline di asset in gestione(circa 8,7 mld di euro)".

L'articolo di Bloomberg riguardante la conferenza prevede inoltre che "il futuro delle criptovalute implicherà una maggiore regolamentazione, un maggiore coinvolgimento da parte delle grandi istituzioni, una minore volatilità e una maggiore integrazione con gli asset tradizionali".

Intanto, si notano già i primi segnali di interazione tra l'industria delle criptovalute e le grosse istituzioni: il Nasdaq, secondo mercato borsistico al mondo, ha confermato il lancio dei suoi future sul Bitcoin (BTC) nella primo semestre 2019.

Marieke Flament, chief marketing global officer presso la società di pagamenti Circle Internet Financial Ltd., ha sottolineato che è "vantaggioso mettere in moto la regolamentazione delle criptovalute in modo che l'industria possa imparare da potenziali errori".

Non è la prima volta che un dirigente di Circle assume una tale posizione: ad ottobre, il CEO della compagnia Jeremy Allaire ha invitato le economie di tutto il mondo a collaborare allo sviluppo delle criptovalute.