La Banca Centrale della Malesia richiederà un ID per effettuare transazioni negli exchange di criptovalute

In seguito all'entrata in vigore in data 27 febbraio di una nuova legge antiriciclaggio di denaro, gli exchange di criptovalute in Malesia dovranno d'ora in avanti identificare pienamente i propri clienti.

Il comunicato stampa ufficiale, rilasciato dalla Bank Negara Malaysia (BNM), afferma infatti che qualsiasi exchange che offra scambi crypto-to-fiat, fiat-to-crypto o addirittura crypto-to-crypto dovrà "verificare l'identità dei propri clienti".

Come riportato da Cointelegraph a novembre dello scorso anno, in previsione delle regolamentazioni, il direttore di BNM Tan Sri Muhammad bin Ibrahim sottolineò la necessità di tenere sotto controllo i possibili utilizzi criminali delle valute digitali.

"L'avvento delle valute digitali, come previsto da alcuni, segna l'inizio di una nuova era per il settore finanziario. Come autorità, non possiamo ignorare tali sviluppi", dichiarò l'uomo al tempo.

D'ora in avanti i gestori di exchange dovranno sottostare ad una serie di normative legate alla verifica della clientela prima di permettere agli account, sia nuovi che già esistenti, di continuare legalmente le proprie attività.

Per legge, i cittadini della Malesia dovranno fornire "documenti, dati o informazioni da fonti affidabili e indipendenti", nonché un documento identificativo elargito dal governo:

“Per le misure relative all'adeguata verifica della clientela e dei titolari economici, l'ente di segnalazione necessita di almeno le seguenti informazioni:

(a) nome completo;

(b) numero di National Registration Identity Card (NRIC), o numero di passaporto, o numero di riferimento di qualsiasi documento ufficiale recante la fotografia del cliente o del titolare economico;

(c) indirizzo di residenza o indirizzo e-mail;

(d) data di nascita;

(e) nazionalità;

(f) scopo della transazione."

Iniziative volte ad incrementare la trasparenza dell'industria vengono solitamente accolte positivamente dalla comunità.

Il programma di licenze istituito in Giappone, attivo già da aprile dello scorso anno, ha rafforzato l'opinione di coloro che credono che misure del genere siano necessarie per permettere alle criptovalute di avere successo anche tra il pubblico generale.

Anche la Corea del Sud sta valutando l'idea di mettere in piedi una sistema di licenze per gli exchange, che dovrebbe entrare in vigore dopo le elezioni di giugno. Già in passato il paese stipulò che tutti gli utenti di exchange dovessero collegare l'identità dell'account al proprio conto in banca.