Un dirigente di Meta ha respinto le accuse secondo cui l’azienda sarebbe in grado di accedere alle chat di WhatsApp, dopo le denunce presentate venerdì dai querelanti contro la società. Il dirigente ha ribadito che la crittografia end-to-end dell’app di messaggistica mantiene i messaggi sicuri, come promesso.
In un post pubblicato lunedì su X, il direttore della comunicazione di Meta, Andy Stone, ha dichiarato: “Qualsiasi affermazione secondo cui i messaggi WhatsApp delle persone non siano crittografati è categoricamente falsa e assurda”, definendo la causa legale “un’opera di fantasia frivola”.

La causa è stata intentata venerdì presso un tribunale distrettuale degli Stati Uniti a San Francisco, in California, da un gruppo di utenti WhatsApp residenti in Paesi come Australia, Messico, Sudafrica e India.
I querelanti hanno definito la funzione di crittografia end-to-end di Meta una farsa e chiedono un risarcimento danni al colosso dei social media.
L’azione legale mira a “portare alla luce le violazioni fondamentali della privacy e le frodi” che Meta starebbe perpetrando nei confronti degli utenti che utilizzano l’app di messaggistica convinti che le loro comunicazioni siano completamente private.
Pavel Durov, CEO di Telegram — concorrente di WhatsApp — ha espresso il proprio sostegno alla causa, affermando: “Bisogna essere completamente fuori di testa per credere che WhatsApp sia sicuro nel 2026. Quando abbiamo analizzato il modo in cui WhatsApp ha implementato la sua ‘crittografia’, abbiamo individuato diversi vettori di attacco”.
Sebbene Meta non abbia rilasciato una dichiarazione pubblica, nella propria pagina esplicativa sulla crittografia end-to-end l’azienda afferma che “la crittografia end-to-end aiuta a proteggere la tua privacy garantendo che nessuno possa vedere i tuoi messaggi tranne te”.
La privacy è diventata una preoccupazione crescente per gli utenti delle piattaforme di messaggistica centralizzate, con molti che cercano un maggiore controllo sui propri dati personali online.
Bitchat emerge come alternativa decentralizzata
La causa contro Meta arriva in un contesto di crescente adozione di app di messaggistica decentralizzate e crittografate, come Bitchat, nelle aree colpite da conflitti o disastri naturali. Queste applicazioni sfruttano reti mesh Bluetooth per consentire comunicazioni private anche in assenza di connessione Internet.
L’app lanciata da Jack Dorsey ha recentemente registrato un forte aumento dei download in Paesi come Uganda, Iran, Nepal, Indonesia, Giamaica e altri, sia in risposta alle restrizioni governative sull’accesso ai social media, sia per mantenere le comunicazioni operative durante calamità naturali.
Altri servizi di messaggistica decentralizzati che offrono crittografia end-to-end includono Session e X-Messenger.

