La rapida ascesa dell'arte generata dall'intelligenza artificiale ha scosso i professionisti del settore. Sebbene molti abbiano sottolineato i problemi di violazione del copyright riguardanti l'arte generata dall'intelligenza artificiale, non tutti gli artisti sono contrari alla fusione tra IA e la loro proprietà intellettuale. 

Secondo un tweet della musicista e produttrice canadese Grimes, lei afferma che tratterà i creatori di IA che utilizzano la sua voce allo stesso modo degli altri artisti con cui collabora. Grimes ha scritto di voler "dividere il 50% delle royalties su qualsiasi canzone generata dall'IA che abbia successo" e che utilizzi la sua voce.

Dividerò il 50% delle royalties su qualsiasi canzone generata dall'intelligenza artificiale che utilizzi la mia voce. Lo stesso accordo che avrei con qualsiasi artista con cui collaboro. Sentitevi liberi di usare la mia voce senza alcuna penalità. Non ho un'etichetta e non ho vincoli legali.

Grimes ha dichiarato di non avere un'etichetta e, quindi, di "non avere legami" con nessuna grande entità dell'industria musicale che possa causare problemi di diritti di proprietà intellettuale. L'artista ha proseguito affermando che trova "bello essere fusi con una macchina" e che ritiene di essere a favore dell'open-sourcing dell'arte, che in definitiva "uccide il copyright".

Ha continuato dicendosi "curiosa" di sapere cosa possono fare i creatori con questa tecnologia e "interessata a fare da cavia".

Nel tweet iniziale, Grimes ha pubblicato un articolo sul recente clamore suscitato dai brani di Drake e The Weeknd generati dall'intelligenza artificiale e diffusi su Internet. Il 13 aprile, il gigante dell'industria musicale Universal Music Group ha inviato un'e-mail a tutti i principali servizi di streaming per bloccare l'accesso dell'IA ai suoi cataloghi a scopo di apprendimento.

L'azienda ha dichiarato che non esiterà a fare ciò che è necessario per proteggere i propri diritti e quelli degli artisti che rappresenta.

In una dichiarazione a parte, Grimes ha rivelato che sta creando un programma di simulazione vocale insieme ad un team di sviluppatori, che sarà reso disponibile pubblicamente.

Stiamo realizzando un programma che dovrebbe simulare bene la mia voce, ma potremmo anche caricare stem e campioni per consentire agli utenti di addestrare la loro voce.

Tuttavia, i falsi generati dall'intelligenza artificiale che utilizzano immagini e voci di individui stanno già causando grossi grattacapi e problemi etici.

Di recente, un tabloid tedesco ha utilizzato l'intelligenza artificiale per generare una falsa intervista con l'ex pilota di Formula Uno Michael Schumacher. Le preoccupazioni circolano anche all'interno delle aziende che producono la tecnologia, dopo che alcuni rapporti hanno rivelato le preoccupazioni dei dipendenti di Google per il suo prossimo AI-chatbot.

Traduzione a cura di Walter Rizzo