Le aziende non sono ancora pronte ad implementare la tecnologia blockchain, svela un sondaggio

Un nuovo studio ha svelato che, nonostante le aziende stiano considerando l'adozione della blockchain, non si sentono ancora pronte ad implementare questa tecnologia. Il sondaggio è stato condotto dalla società di software Globant, e pubblicato in data 19 febbraio.

Il resoconto svela infatti che ben il 64% delle organizzazioni pianifica di investire in soluzioni blockchain per il miglioramento delle operazioni interne, ma soltanto il 46% afferma di poter realmente sfruttare questa tecnologia.

Inoltre, il 61% delle compagnie sta compiendo ricerche sulla blockchain, ma solo il 28% ha già scelto un blockchain provider. Stando ai dati raccolti dal sondaggio, la maggior parte dei dirigenti sta ancora studiando e comparando le varie possibilità, e non ha ancora preso una posizione a riguardo.

Diego Tartara, CTO Latin America di Globant, ha commentato:

"L'implementazione della blockchain è differente per ogni organizzazione, pertanto è fondamentale per i leader di business avere un'idea unificata su come integrare al meglio questa tecnologia. L'adozione di una simile innovazione richiede un cambiamento radicale: condividere gli obiettivi chiave dei propri progetti basati su blockchain è fondamentale per una integrazione di successo."

Per portare a termine questo studio, i ricercatori di Globant hanno intervistato 679 dirigenti statunitensi, operanti nel settore del marketing e dell'informatica, nel corso del primo trimestre dello scorso anno.

Questo mese, un sondaggio di TD Bank ha svelato che il 90% dei professionisti della finanza ritiene che blockchain e registri distribuiti influenzeranno positivamente il settore dei pagamenti. Ciononostante, soltanto il 14% delle aziende ha messo a punto strategie di formazione per queste tecnologie.

Secondo un sondaggio di gennaio, commissionato dal Global Blockchain Business Council, il 63% dei dirigenti d'azienda ha una scarsa comprensione della blockchain. Il 30% possiede invece una conoscenza "media" su questa tecnologia emergente, e soltanto il rimanente 7% può vantare una "buona" competenza in materia.