Nvidia: cifre da record per il primo trimestre grazie al mining di criptovalute

Stando a quanto riportato in data 10 maggio da Bloomberg, Nvidia (NASDAQ: NVDA), produttore statunitense di Graphics Processing Unit (GPU), ha recentemente rivelato di aver generato un profitto di 289 milioni di dollari vendendo processori per il mining di criptovalute.

Si tratta della prima volta che Nvidia condivide informazioni sulle entrate legate alla vendita di tali dispositivi. Secondo Christopher Rolland, analista di Susquehanna, Nvidia aveva previsto vendite molto minori per il primo trimestre, circa 200 milioni di dollari, di equipaggiamento dedicato al mining.

Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha spiegato che l'azienda è riuscita a superare le aspettative grazie alla domanda sempre crescente di GPU da parte dei miner di criptovalute, portando ad un folle incremento dei prezzi. "I miner di criptovalute hanno acquistato molte GPU nel trimestre, facendo lievitare i prezzi", ha spiegato l'uomo, aggiungendo poi che tale aumento ha in molti casi impedito ad altri clienti, come i videogiocatori, di acquistate le ultime schede grafiche della serie GeForce.

Le vendite di Nvidia per il mercato delle criptovalute ammontano a circa il 9% delle entrate complessive dell'azienda, pari a 3,2 miliardi di dollari. La compagnia tuttavia prevede un calo delle vendite in questo settore di circa due terzi per il prossimo trimestre: i profitti generati dalle attività dei mining sono infatti crollati ad inizio anno, quando i mercati delle criptovalute hanno subito una forte correzione dopo i massimi di dicembre dello scorso anno.

Advanced Micro Devices (AMD), il principale avversario di Nvidia, ha rivelato un incremento dei profitti di circa il 10% grazie al mining di criptovalute. Lisa Su, CEO della compagnia, riconosce il potenziale della tecnologia blockchain, ma anche sottolineato che non è stato il principale fattore di crescita:

“Riteniamo di comprendere come le persone utilizzano i nostri prodotti. Si tratta di un buon fattore di crescita, ma di certo non del più importante nella storia dell'azienda”