La Securities and Exchange Commission (SEC) delle Filippine ha pubblicato una consultazione relativa ai contratti di mining in cloud, che applica l'Howey Test per determinare se tali accordi possono essere considerati o meno security.
Il documento afferma che il mining in cloud rientra nell'ambito delle normative sulle security poiché vengono proposti "contratti d'investimento", con i quali gli investitori scommettono sulla capacità di mining del centro dati in remoto.
In particolare l''Howey Test, ideato dalla Corte Suprema ben 71 anni fa, qualifica l'investimento come "un'impresa comune", nella quale gli investitori sono portati ad "aspettarsi profitti [...] generati dagli sforzi di altri".
La SEC delle Filippine chiede pertanto a broker, rivenditori, rappresentanti e reclutatori coinvolti in questo genere di contratti di ottenere un'apposita licenza. In caso contrario, la legge considererà tale comportamento una "distribuzione non registrata di security" perseguibile penalmente, con sanzioni massime fino a 21 anni di prigione.
Già nel 2017 la SEC delle Filippine aveva annunciato il proprio piano di regolamentare le ICO seguendo il Securities Regulation Code. Quest'anno la Bangko Sentral ng Pilipinas (BSP), la banca centrale delle Filippine, ha riconosciuto il Bitcoin come metodo legittimo di pagamento, ed ha iniziato ad accettare domande di licenza da parte degli exchange del paese.
Il vicedirettore della BSP Melchor Plabasan ha spiegato che al momento gli enti di regolamentazione considerano le criptovalute sia beni monetari che strumenti d'investimento.
A marzo di quest'anno, un senatore delle Filippine ha proposto pene più severe per i crimini legati alle criptovalute, citando come preoccupazioni principali corruzione, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.