La polizia indiana arresta il fondatore di un exchange per aver installato illecitamente un bancomat di Bitcoin

Secondo quanto riportato dalla versione inglese del Times of India, il cofondatore dell'exchange indiano di criptovalute Unocoin è stato arrestato per aver installato illecitamente un bancomat di Bitcoin (BTC) a Bangalore.

Harish BV, uomo trentasettenne, rimarrà sotto custodia della polizia per aver collocato un distributore automatico di criptovalute al Kemp Fort Mall di Old Airport Road, aiutato dal collega Sathvik Viswanath. Pare tuttavia che quest'ultimo non sia stato arrestato.

Un comunicato stampa rilasciato dalle forze dell'ordine spiega che l'installazione del dispositivo non ha ricevuto "alcun permesso da parte del governo statale, ed opera con criptovalute al di fuori dei limiti consentiti dalla legge". In particolare, gli agenti del Central Crime Branch (CCB) hanno sequestrato "un bancomat, due portatili, un cellulare, tre carte di credito, cinque carte di debito, un passaporto, cinque sigilli appartenenti all'azienda Unocoin, un dispositivo per criptovalute e 180.000 rupie indiane (2.460$)".

Come confermato da numerose fonti locali, all'arrivo della polizia la macchina non era tuttavia ancora attiva. Pochi giorni fa Unocoin aveva infatti scritto su Twitter:

"La nostra macchina è stata messa in cattiva luce da alcuni importanti media. La macchina si trova ancora nelle ultime fasi di testing, e diverrà pienamente operativa la prossima settimana. La macchina è stata temporaneamente spostata dal luogo originale collocazione".

Pare che l'uomo abbia deciso di installare tale dispositivo, spiega il giornale locale The News Minute, per far fronte al severo divieto introdotto dalla Royal Bank of India (RBI), che impedisce alle istituzioni finanziarie di offrire i propri servizi a persone o aziende operanti nel settore delle criptovalute.

Citando le parole del Ministro delle Finanze Arun Jaitley, Sathvik Viswanath di Unicoin ha giustificato le proprie azioni affermando:

"La dichiarazione del ministro è stata chiara: le criptovalute non sono una moneta legale in India. Non ha detto 'moneta illegale', c'è una grossa differenza. Significa soltanto che bisogna assumersi i rischi dei propri investimenti, in quanto non esiste alcuna regolamentazione per l'industria".

Questa estate Unocoin ha annunciato la sospensione di prelievi e depositi in rupie "per ordine" della banca centrale del paese. La compagnia aveva poi spiegato ai propri clienti che i trasferimenti in denaro rimarranno disabilitati "fino all'identificazione e all'implementazione di un metodo alternativo di finanziamento".