Pompliano: 'Satoshi dovrebbe vincere un Premio Nobel per la pace'

Anthony Pompliano, fondatore di Morgan Creek Digital Assets, sostiene che Satoshi Nakamoto dovrebbe ricevere un Premio Nobel per la pace per aver inventato Bitcoin. In un messaggio recentemente pubblicato su Twitter, l'uomo ha scritto:

“Satoshi dovrebbe vincere un Premio Nobel per la pace. Abbiamo finalmente una valuta che può assumere lo stato di riserva globale, senza che nessuno debba commettere violenze."

A chi andrebbe di preciso questo premio?

La proposta di Pompliano si scontra tuttavia con l'improvvisa sparizione di Nakamoto, col tempo divenuto quasi una figura leggendaria, nel tardo 2010. Questo evento ha ulteriormente incrementato il desiderio della comunità di scoprire la reale identità dell'ideatore di Bitcoin.

Con il proprio messaggio su Twitter, Pompliano sostiene una teoria molto popolare fra gli appassionati di criptovalute, vale a dire che le monete nazionali si basano sulla violenza: la loro egemonia si fonda infatti su una lunga storia di coercizione, controllo centralizzato della ricchezza e monopolio del potere.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti sono divenuti la principale potenza economica del pianeta: questo ha di fatto reso il dollaro la valuta di riserva globale, oggi utilizzato per imporre la propria influenza sui paesi più deboli.

Valute fiat in un'economia incerta

L'Argentina ha recentemente introdotto dei controlli sui capitali, al fine di limitare la libertà dei cittadini e delle imprese di acquistare valute straniere. Questa decisione è probabilmente legata alle notevoli perdite recentemente registrate dal peso argentino rispetto alle principali valute legali, come il dollaro statunitense.

Tale evento, affermano gli esperti, potrebbe tuttavia incrementare esponenzialmente l'interesse della popolazione in Bitcoin, vale a dire un asset internazionale e impossibile da controllare. Con l'invenzione nell'ultimo decennio di criptovalute decentralizzate, e con la realizzazione di monete digitali da parte di colossi della tecnologia come Facebook, il futuro del denaro tradizionale appare sempre più incerto.

A luglio di quest'anno Wang Xin, dirigente della Banca Popolare Cinese, aveva espresso i propri timori riguardo al progetto Libra di Facebook:

"Se la moneta digitale risultasse strettamente associata al dollaro statunitense, potrebbe creare uno scenario nel quale le valute sovrane coesisterebbero con monete digitali basate sul dollaro statunitense. In tal caso, dollaro e Stati Uniti diverrebbero di fatto le entità principali dell'economia internazionale, con notevoli conseguenze economiche, finanziarie e anche politiche."