Dopo che Bitcoin (BTC) ha conquistato il livello dei 12.000$, i mercati dei derivati sembrano avvicinarsi a un sentiment eccessivamente rialzista. Sia la base dei future che il 25% delta skew delle opzioni hanno raggiunto gli stessi valori registrati il 12 ottobre, quando BTC ha testato brevemente gli 11.700$ senza riuscire a mantenere lo slancio.
Ciò che distingue la situazione attuale da quella di dieci giorni fa sono le posizioni dei migliori trader nel settore crypto. Il 12 ottobre, questi trader hanno aggiunto ai propri long, mentre durante la mossa più recente verso i 12.000$ i trader professionisti hanno aperto posizioni short.
Nonostante questa inversione di sentiment, non ha senso concludere automaticamente che il rialzo di ieri si rivelerà un fiasco basandosi esclusivamente sull’indicatore del rapporto long-short. Innanzitutto, non c’è modo di sapere con certezza come i top trader sono posizionati al di fuori degli exchange.
Per questo motivo, l’analisi del pricing dei derivati è un metodo migliore per valutare quanto siano rialzisti o ribassisti i trader professionisti. Questo indicatore si concentra sulle condizioni di mercato attuali, mentre sia l’indice Fear and Greed che il rapporto put-call delle opzioni studiano eventi passati.
I mercati dei future tendono a negoziare con un leggero premio rispetto ai normali exchange spot. Non si tratta di un fenomeno esclusivo ai mercati crypto, quanto piuttosto di un effetto dei prodotti derivati.
Il premio dei contratti future (o base) nei mercati sani dovrebbe presentare un tasso annuo compreso tra il 5% e il 15%. Le cifre superiori a questo intervallo indicano un eccessivo ottimismo, in quanto segnalano che i trader stanno scommettendo su prezzi molto più alti. Nella situazione opposta, un premio negativo offre un segnale ribassista.
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Il grafico presentato sopra mostra come l’indicatore della base sta flirtando con livelli di eccessivo ottimismo, uno scenario simile a quello del 12 ottobre.
I trader non dovrebbero confondere l’ottimismo con la leva finanziaria, in quanto per confermare questa tesi occorre anche un funding rate positivo sui contratti perpetui.
Sulla maggior parte degli exchange, il funding rate dei future perpetui viene regolato ogni 8 ore, e quando è positivo i long (compratori) pagano una commissione agli short. Questa situazione rappresenta la caratteristica definitiva per individuare compratori sovraindebitati, ma finora non si è verificata.
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I dati raffigurati sopra mostrano la volatilità del funding rate negli ultimi mesi, in cui non sono stati osservati periodi prolungati a valori eccessivi. La misura standard per questo indicatore è di 8 ore. Quindi, un funding rate dello 0,05% equivale all’1% a settimana. Lo stesso vale per lo scenario opposto, quando il funding rate è negativo e sono gli short a pagarlo.
Per quanto riguarda il mercato delle opzioni su BTC, si è verificato un movimento simile mentre l’indicatore 25% delta skew ha fatto il suo ingresso in territorio rialzista. Uno skew negativo indica che le opzioni call (acquisto) costano più delle opzioni put (vendita) equivalenti, segnalando che i trader sono rialzisti. Al contrario, uno skew negativo suggerisce un sentiment ribassista.
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Nota quanto l’indicatore skew è vicino ai livelli più bassi in 6 mesi, indicando il forte ottimismo nel mercato. Questa situazione appare simile a quella del 12 ottobre, quando BTC è aumentato del 10% in 4 giorni. Anche se nulla impedisce all’indicatore skew di rimanere all’attuale livello per periodi prolungati, i dati storici di BTC mostrano che è poco probabile.
Dopo aver consultato gli indicatori relativi al mercato dei derivati, si potrebbe concludere che i trader professionisti sono generalmente rialzisti e continuano ad aggiungere posizioni long sopra i 12.000$. Tuttavia, i dati forniti dagli exchange sui rapporti long-short mostrano che la realtà è ben diversa.
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Spesso ci sono divergenze tra le metodologie applicate dagli exchange, quindi i lettori dovrebbero monitorare le variazioni invece delle cifre assolute. Secondo i dati rappresentati sopra, si può affermare con certezza che, prima del 12 ottobre, i top trader sono rimasti neutrali o hanno aggiunto posizioni long.
Negli ultimi due giorni, invece, si è verificato un movimento considerevole su entrambi gli exchange. I top trader sono stati molto più attivi sul lato della vendita quando BTC si è avvicinato ai 12.000$.
Di conseguenza, malgrado la prospettiva rialzista descritta dagli indicatori dei derivati, questi trader stanno segnalando una mancanza di ottimismo nel breve termine.
Questi segnali apparentemente opposti potrebbero riflettere la recente crescita del 15% in due settimane, che ha spinto alcuni trader a incassare i guadagni. I mercati dei derivati continuano a favorire un trend rialzista, ma i top trader non vedono ragioni per aggiungere alle posizioni long a questi livelli.
Anche se per ora la loro mossa si è rivelata fallimentare, sembra che non abbiano alcuna fretta di cambiare lato e comprare ai livelli attuali. Finché i top trader non iniziano a sviluppare delle posizioni long sostanziali sopra i 12.000$, questo livello di supporto non può essere considerato forte abbastanza.
Le idee e le opinioni espresse in questo articolo appartengono unicamente all’autore e non riflettono necessariamente i punti di vista di Cointelegraph. Ogni investimento e operazione di trading comporta dei rischi. Dovresti condurre una ricerca propria quando prendi una decisione.