Bitcoin (BTC) apre una nuova settimana in territorio familiare, mentre i mercati si preparano all’impatto delle elezioni presidenziali del 2020 negli Stati Uniti. Quale sarà la prossima mossa?
Cointelegraph prende in esame cinque fattori che potrebbero influenzare la price action di BTC nel corso della settimana.
Fattori macro dagli USA: elezioni vs. sussidio
Gli Stati Uniti sono il punto focale per quanto riguarda i mercati macro nei prossimi giorni. Le elezioni del 3 novembre promettono di definire l’umore degli investitori, mentre diventa più evidente quale partito controllerà la Casa Bianca.
Gli analisti hanno avvertito che una vittoria dei Democratici rischia di indebolire il dollaro, le cui prospettive a lungo termine sono già incerte. La rielezione di Donald Trump non sarebbe comunque sufficiente per tenere fuori pericolo la moneta, ha affermato Goldman Sachs la scorsa settimana.
Di conseguenza, molti prevedono che l’oro, bene rifugio per eccellenza, registrerà da novembre progressi notevoli, a prescindere dai risultati dell’elezione. Per altri, invece, sarà Bitcoin l’asset a trarre maggior beneficio.
La forza del dollaro rimane sul radar dei Bitcoiner per via della correlazione inversa tra BTC/USD e l’indice del dollaro statunitense (DXY). Nonostante questo rapporto stia diventando meno evidente nelle ultime settimane, un improvviso indebolimento dell’USD potrebbe rivelarsi un’opportunità considerevole per la principale criptovaluta.
Grafico a 6 mesi dell’indice del dollaro statunitense. Fonte: TradingView
Tuttavia, le elezioni non sono l’unico punto d’interesse. Recenti sviluppi suggeriscono che un accordo sul pacchetto di stimolo per contrastare gli effetti del Coronavirus andrà in porto prima della votazione.
In tal caso, migliaia di milioni di dollari in liquidità verranno aggiunti all’enorme debito pubblico statunitense, mentre la popolazione riceverà un altro assegno di sussidio da 1.200$.
L’Europa allude a un maggiore intervento
In Europa, la situazione economica gira intorno alla risposta della Banca Centrale Europea (BCE) al Coronavirus, che continua a stringere la sua morsa sul continente.
Lunedì, in un commento al giornale francese Le Monde, la presidente della BCE Christine Lagarde ha dichiarato che l’istituzione ha a disposizione altri strumenti finanziari da schierare per sostenere l’eurozona qualora fosse necessario. Inoltre, il fondo di recupero da 878 miliardi di dollari della BCE dovrebbe diventare un elemento permanente.
Il programma di stimolo della banca centrale ammonta a 1.500 miliardi di euro in acquisti di asset.
“Le opzioni nel nostro arsenale non sono esaurite,” ha spiegato.
“Se occorre fare di più, faremo di più. Quando ho preso la mia posizione, mi hanno detto che non c’era più nulla che potessi fare, che era già stato fatto tutto. Ma chiaramente non era così!”
Il potenziale di instabilità nell’eurozona è aggravato dalla Brexit, con il Regno Unito sempre più vicino all’uscita “no deal” dal blocco.
Tuttavia, quando la scorsa settimana il primo ministro Boris Johnson ha annunciato il probabile esito del processo, i mercati hanno reagito a malapena.
I fondamentali di Bitcoin raggiungono nuovi record
Durante il fine settimana, Bitcoin è rimasto praticamente costretto in un range, con un breve picco sopra gli 11.500$ contrapposto ai movimenti laterali.
Nonostante ciò, questo mese continuano ad accumularsi segni di forza da record sul fronte tecnico. La difficoltà, che offre una stima della concorrenza tra miner e della sicurezza del network, è tornata a massimi storici.
Due giorni fa, il più recente adeguamento ha causato un aumento della difficoltà del 3,5%, più grande del previsto.
Allo stesso tempo, anche l’hash rate è aumentato fino a un nuovo massimo storico medio nella giornata di lunedì. Al momento della stesura, la potenza di calcolo stimata dedicata al mining equivale a 146 exahash al secondo (EH/s).
Come spesso segnalato da Cointelegraph, la nota teoria secondo cui il prezzo segue l’hash rate rimane fortemente in vigore, mentre i miner sono più rialzisti che mai su Bitcoin come investimento a lungo termine.
Grafico mensile della media a 7 giorni dell’hash rate di Bitcoin
Un analista punta al breakout dei 12.000$
Secondo Michaël van de Poppe, analista di Cointelegraph Markets, sta diventando sempre più plausibile una trasformazione decisiva per il prezzo di Bitcoin.
Nel suo ultimo video-aggiornamento pubblicato domenica, ha sottolineato che la lunga serie di chiusure settimanali al di sotto dell’importante livello di resistenza a 12.000$ volgerà presto al termine.
Dall’inizio del bear market nei primi mesi del 2018, i 12.000$ hanno formato un punto di rigetto per il grafico settimanale, ma il consolidamento nell’area inferiore non può durare per sempre, sostiene van de Poppe.
“È molto probabile che vedremo un rialzo verso la zona tra 16.000$ e 17.000$, dato che rappresenta il livello ovvio e l’ostacolo finale per Bitcoin prima di iniziare a segnare nuovi massimi storici,” ha sintetizzato.
A un movimento del genere seguirebbe un altro periodo di consolidamento, che potrebbe durare più a lungo della fase attuale.
“Il motore principale del prossimo bull market sarà ancora Bitcoin,” ha aggiunto van de Poppe, consigliando al pubblico di accumulare BTC anche nel range dei 16.000$.
“11.400$ è ancora un prezzo molto economico per Bitcoin,” ha commentato in un tweet.
Grafico a 7 giorni di BTC/USD. Fonte: Coin360
L’avidità torna nei mercati crypto
L’aumento dei prezzi porta con sé un clima più ottimista tra gli investitori, che secondo un indicatore stanno diventando più avidi.
Lo spostamento più recente riporta il Crypto Fear & Greed Index in territorio “Greed,” dopo una scalata dalla zona “Neutral” durante la scorsa settimana.
Questo suggerisce che il sentiment tra gli investitori in Bitcoin prevede uno sviluppo rialzista. Tuttavia, se il prezzo aumenta troppo rapidamente, “Greed” si trasformerà in “Extreme Greed,” condizione che secondo l’Index rende molto più probabile una correzione.
Crypto Fear & Greed Index al 19 ottobre. Fonte: Alternative.me