Soltanto il 30% delle stablecoin conosciute risulta funzionante e operativo, svela una ricerca

Soltanto 66 stablecoin, vale a dire circa il 30% dei token annunciati, sono effettivamente funzionanti e operative: lo rivela uno studio recentemente pubblicato dal gruppo di ricerca Blockdata. Il rimanente 70% è ancora in sviluppo o ha già chiuso i battenti.

I ricercatori di Blockdata prevedono pertanto che nel corso di questo e del prossimo anno assisteremo all'introduzione di un gran numero di nuove stablecoin: si stima che, soltanto nel 2019, ne verranno lanciate ben 119.

I ricercatori hanno anche esaminato i possibili fattori che hanno portato all'insuccesso di un numero così alto di stablecoin. Quasi due terzi di queste criptovalute fallimentari erano ancorati al valore dell'oro, e hanno riscontrato poco successo a causa di truffe, della forte volatilità e di complicazioni legate allo stoccaggio dei beni fisici.

Lo studio svela inoltre che la maggior parte della stablecoin, circa il 50%, sono basate sulla piattaforma Ethereum. Alla seconda e terza posizione troviamo invece le reti Bitshares e Stellar. Nel complesso, il resoconto ha identificato 15 diverse blockchain comprendenti delle stablecoin.

Le stablecoin legate al valore di un altro asset rappresentano la schiacciante maggioranza del mercato, circa il 95%. Altre tipologie di sviluppo, come ad esempio monete basate sulla stabilizzazione algoritmica, risultano molto meno popolari.

Steve Forbes, Presidente del colosso dell'informazione Forbes, ha recentemente pubblicato una lettera aperta indirizzata a Mark Zuckerberg, nella quale consiglia a Facebook di rendere Libra una criptovaluta stabile ancorata all'oro:

"Per una serie di motivi, l'oro mantiene il suo valore intrinseco meglio di qualsiasi altra cosa [...]. Libra avrà ciò che nessun'altra valuta ha oggi: un valore fisso."