Brad Garlinghouse, CEO di Ripple (XRP), ha affermato che alla criptovaluta annunciata dal colosso finanziario JPMorgan Chase manca l'interoperabilità necessaria per divenire una reale innovazione. Tali dichiarazioni sono state rilasciate durante la quarta edizione dell'Annual DC Blockchain Summit, tenutosi a Washington D.C. in data 6 marzo.
Lo scorso mese JPMorgan Chase ha svelato "JPM Coin", una nuova moneta digitale volta ad incrementare il livello di efficienza di alcune tipologie di transazione.
Rispondendo alle affermazioni di alcuni esperti dell'industria, secondo i quali la criptovaluta dell'istituzione bancaria sarebbe in diretta concorrenza con XRP di Ripple, Garlinghouse ha criticato la reale utilità della nuova moneta in quanto si tratta di un asset proprietario, che porterà probabilmente alla realizzazione di simili valute anche da parte delle altre banche.
Questo, a suo parere, avrà come risultato la medesima frammentazione che caratterizza l'odierna industria dei servizi finanziari:
"La scorsa settimana questo tizio di Morgan Stanley mi stava intervistando, e allora gli ho chiesto: Morgan Stanley utilizzerà JPM Coin? Probabilmente no. La userà Citi, oppure PNC? La risposta è stata di nuovo no. Avremo quindi tutte queste monete differenti, e torneremo al punto di partenza: una mancanza di interoperabilità."
Garlinghouse ha anche rilasciato un commento sulla presunta esclusività di JPM Coin:
"Analizziamo per un attimo il suo funzionamento: JPMorgan ha annunciato JPM Coin per i clienti istituzionali. Se offri loro un dollaro, ti danno in cambio un JPM Coin sul JPM Ledger. Perché a questo punto non usare direttamente il dollaro? Davvero non capisco [...] quali problemi dovrebbe risolvere."
Ciononostante, durante l'intervista Garlinghouse ha ammesso che JPM Coin potrebbe potenzialmente avere un effetto positivo "sull'industria blockchain e delle criptovalute, mostrando che anche entità come JPMorgan sono interessate al settore. Ma questa è l'unica cosa buona che posso dire riguardo al progetto!"
Questo mese i ricercatori di Binance sono arrivati alla medesima conclusione: nel breve periodo, la moneta del colosso bancario pone "una concorrenza diretta minima" al token XRP di Ripple. Inoltre, trattandosi di una rete proprietaria e centralizzata, è improbabile che JPM Coin venga sfruttata anche dalle altre istituzioni bancarie, che in futuro potrebbero rilasciare i propri token nativi.