Russia: il governo tenta di censurare Telegram bloccando 20 milioni di indirizzi IP, l'applicazione funziona ancora

Dopo l'annuncio di venerdì, in data 16 aprile l'organo di regolamentazione russo Roskomnadzor ha iniziato a bloccare l'applicazione criptata di messaggistica Telegram.

Per impedire l'accesso all'applicazione, il governo ha isolato quasi 20 milioni di indirizzi IP appartenenti a Google e Amazon. Tuttavia gli utenti di Telegram residenti in Russia affermano che il servizio funziona ancora, senza alcun bisogno di utilizzare strumenti esterni per aggirare il blocco come proxy o VPN.

Nonostante l'applicazione più utilizzata dagli appassionati di criptovalute in Russia funzioni ancora, gli utenti di decine di servizi, non strettamente legati a Telegram, hanno riscontrato numerose complicazioni legate al blocco degli indirizzi IP. Ad esempio, l'applicazione di messaggistica Viber sta manifestando problemi di connettività che impediscono di effettuare chiamate.

Edward Snowden, il celebre difensore dei dati e dell'anonimato degli utenti, ha espresso la propria indignazione per l'operato del Roskomnadzor, considerando la mossa "un tentativo di censura moralmente e tecnicamente ignorante", che ha "rotto internet in Russia".

 

Stando a quanto riportato da portali d'informazione locali come TJournal e Mediazona, numerosi utenti hanno segnalato problemi di connettività per un gran numero di servizi: aggiornamenti di Windows ed altri prodotti Microsoft, piattaforme di videogiochi (Nintendo Switch, Playstation Network, Xbox Live, Battle.net), giochi online (Wargaming, Guild Wars 2), servizi di video in streaming (Netflix, Twitch.tv), negozi in rete e molto altro ancora.

 

 

Il Roskomnadzor ha tuttavia negato il proprio coinvolgimento nei recenti problemi alla rete.

 

Alcuni servizi potrebbero subire perdite considerevoli a causa di questa situazione. In un solo pomeriggio la piattaforma di corsi in rete Skyeng potrebbe perdere fino a 30 milioni di Rubli, vale a dire circa 480.000$, se la problematica non verrà risolta in fretta. Secondo il portale d'informazione Meduza, in questo momento circa 60 aziende locali starebbero organizzando una causa legale sulla questione.

Aleksandr Zharov, Presidente del Roskomnadzor, ha dichiarato che le autorità sono riuscite a bloccare circa il 30% della rete Telegram, affermando che la quantità di lamentele da parte di altri servizi è stata "abbastanza bassa". Pare inoltre che l'organo di regolamentazione abbia distribuito degli avvisi indirizzati ai servizi di proxy e VPN, in quanto avrebbero "invitato all'estremismo e a disordini di massa".

Nel frattempo, il creatore di Telegram Pavel Durov ha dichiarato sul proprio profilo Vk.com che effettuerà donazioni in Bitcoin (BTC) agli amministratori di VPN e proxy per supportare la loro resistenza. "Sono felice di donare milioni di dollari dai miei fondi personali per proteggere la libertà digitale e il progresso", ha affermato l'uomo.