In seguito all'intervento della Securities and Exchange Commission (SEC) nei confronti di Coinbase e Binance, gli Stati Uniti potrebbero rischiare un esodo dei principali provider di servizi crypto e Web3.

Sergej Kunz, cofondatore del protocollo di finanza decentralizzata (DeFi) 1inch Network, ritiene che l'azione esecutiva della SEC contro i due exchange centralizzati potrebbe produrre un effetto negativo sulla crescita del Web3 negli Stati Uniti.

Intervistato da Cointelegraph durante il Money 20/20 di Amsterdam – un popolare evento fintech globale incentrato sui pagamenti e sui fornitori di servizi finanziari – Kunz ha sottolineato la sua convinzione in merito al fatto che l'incertezza normativa negli Stati Uniti potrebbe danneggiare il settore:

"Direi la stessa cosa di Brian Armstrong. Sta stroncando l'innovazione negli Stati Uniti. Tutte le aziende stanno valutando di trasferirsi in un altro Paese".

Kunz ha aggiunto che ad inizio anno l'amministratore delegato di Coinbase avrebbe avuto colloqui con delegati degli Emirati Arabi Uniti per discutere della possibilità di aprire un ufficio in Medio Oriente. Nel giro di poche settimane si è diffusa la notizia che Coinbase stesse effettivamente tentando di stabilire una base operativa negli EAU.

Gli eventi di questa settimana negli Stati Uniti contrastano nettamente con l'esperienza vissuta a Money 20/20, dove una pletora di nomi noti della finanza tradizionale, o TradFi, era intervallata da aziende e provider di servizi dell'ecosistema delle criptovalute e della DeFi, tra cui Ripple e l'emittente di USD Coin (USDC) Circle.

Gareth Jenkinson di Cointelegraph insieme al cofondatore di 1inch Network Sergej Kunz a Money 20/20 ad Amsterdam. Fonte: Cointelegraph

Anche 1inch Network, consolidatosi come importante protocollo di aggregazione della DeFi, disponeva di uno stand vicino all'ingresso principale dell'evento. La presenza dell'azienda tra tanti operatori di TradFi sembra indicare il crescente interesse di questi ultimi per il Web3.

La tendenza dell'Europa a creare solidi standard normativi per l'ecosistema delle criptovalute attraverso la normativa MiCA (Markets in Crypto-Assets) contrasta con la scarsa chiarezza oltreoceano, negli Stati Uniti, dove le aziende e i sostenitori del Web3 continuano a reclamare un framework normativo.

Kunz ha aggiunto che, sebbene la MiCA riguardi più specificamente gli exchange centralizzati, gli sforzi per creare un framework che permetta alle aziende di offrire prodotti e servizi in tutto il continente sono stati positivi per il più ampio ecosistema Web3.

Ha anche sottolineato che Paesi come la Svizzera e gli Emirati Arabi Uniti abbiano adottato un approccio aperto e proattivo, ponendoli più avanti degli Stati Uniti in materia di regolamentazione della DeFi:

"Chiedono: "Come possiamo aiutarvi?". Se avete qualcosa che aggiunge valore, possiamo migliorare il framework".

Kunz ha precisato che uno dei principali ostacoli per le autorità di regolamentazione consiste nella comprensione del funzionamento degli smart contract e dei settlement sui sistemi blockchain. Operatori come 1inch stanno comunicando con le autorità di regolamentazione del Medio Oriente per adeguare i framework normativi sui prodotti e servizi legati alla DeFi.

"Quando tengo un keynote, provo a spiegare cos'è la DeFi e il Web3. Come il settlement sugli smart contract sia più efficiente del settlement centralizzato".

Kunz ha aggiunto che eventi come il collasso di FTX dimostrano quanto sia rischioso per gli utenti affidarsi a un soggetto centralizzato per la custodia del proprio denaro o dei propri asset.

Traduzione a cura di Walter Rizzo